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Ucciso da malore ad Albenga il prete pittore De Luigi

Si è spento improvvisamente ad Albenga, stroncato da un malore mentre si trovava in vescovado, don Giordano De Luigi, originario di Castel Goffredo

CASTEL GOFFREDO. Si è spento improvvisamente ad Albenga (Sv) stroncato da un malore mentre si trovava in vescovado don Giordano De Luigi. Originario di Castel Goffredo, dove era nato il 2 novembre del 1945, il sacerdote era figlio del pittore Giuseppe De Luigi (1908-1982).

Don Giordano era stato ordinato a Milano nel 1986, dove si era trasferito con la famiglia all’età di sette anni. Era residente da alcuni anni nella casa del clero di Albenga. Lo scorso anno era salito agli onori della cronaca per un acceso diverbio con il rettore del Seminario di Albenga, don Ettore Barbieri, contro il quale aveva sporto anche denuncia, poi ritirata. Secondo le ricostruzioni, il rettore avrebbe accusato il sacerdote di essersi impossessato di denaro della cassa del seminario. Don Giordano avrebbe negato tutto, e tra i due è nata una discussione accesa, fino a che i due sacerdoti sono passati alle mani. Don Ettore avrebbe addirittura scagliato una sedia contro il rivale, che è stato accompagnato al pronto soccorso per essere medicato e dimesso con una prognosi di 10 giorni. I carabinieri avevano raccolto le testimonianze dei litiganti e perquisito il seminario.

Il malore improvviso lo ha colto la sera di giovedì. Quando il corpo dell’uomo è stato trovato è partita immediata la chiamata ai soccorsi. Ma lo spostamento prematuro del corpo (i colleghi sacerdoti avrebbero voluto vestirlo) ha richiesto l’intervento del medico legale, che ha confermato le cause naturali del decesso. I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio di sabato 30 dicembre dal vescovo di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti nella cappella del Seminario di Albenga. De Luigi si dilettava anche di pittura come il padre Giuseppe originario quest’ultimo di Stradella di Bigarello e che ha trascorso la vita fra Mantova, Castel Goffredo e Milano. De Luigi è stato definito «il pittore dell'infinito» per il suo approdo a uno stile dagli accenti spirituali nei quali, però, permane forte il legame con la terra d'origine: i campi, l'acqua e le risaie.(fr.r.)
 

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