Quotidiani locali

mantova

Campagna e verde la nuova frontiera di Italia Nostra

Il presidente Morselli parte dalla sensibilizzazione sul palazzo di Portiolo ex Gonzaga Vescovato. Senza tralasciare i tanti fronti aperti in città. Domenica 7 gennaio il concerto in San Barnaba

MANTOVA. Italia Nostra invita a riflettere su edifici storici di enorme valore abbandonati al degrado, e punta l’attenzione sul verde cittadino così come sul paesaggio della nostra campagna con le sue grandi ville e l’edilizia minore. Lo fa invitando a un concerto che si terrà domenica 7 gennaio alle 17 nella chiesa di San Barnaba. Il presidente Ernesto Cristiano Morselli spiegherà così come occuparsi della tutela del paesaggio mantovano, fatto di ambiente, di monumenti e di cultura. Tutti fattori che rendono unica e speciale Mantova. Seguirà il concerto, affidato a musicisti che in gran parte usciti dal Conservatorio Campiani di Mantova. L’ingresso è libero.

Sarà anche l’occasione per annunciare la nomina dell’architetto Morselli a vicepresidente regionale di Italia Nostra. «Non siamo l’associazione del ‘no’- chiarisce subito Morselli -, cerchiamo di stimolare e collaborare con le istituzioni per trovare le soluzioni migliori».

Italia Nostra cercherà di farlo per il mosaico romano di piazza Sordello, con la domus invasiva che ha suscitato tante polemiche. Così ha fatto per Esselunga, caldeggiando la soluzione di piazzale Mondadori, dopo aver contribuito a bloccare, con il suo esposto l’insediamento del supermercato vicino a palazzo Te.

Al Tar si è rivolta Italia Nostra contro il nuovo inceneritore della cartiera. «Vogliamo trovare una soluzione per far convivere un edificio industriale bellissimo e ben inserito in un contesto, con la necessità di salvaguardare l’ambiente e l’aria da respirare».

L’elenco di edifici, pubblici e privati, da togliere a un destino di degrado è lungo. «È importante – continua Morselli – che se ne parli e si decida la loro destinazione d’uso. A volte si spende molto per restaurare senza sapere che cosa si farà di quel monumento, come per il Palazzo del Podestà, su cui ci sono ancora dubbi. Se si ha chiara la destinazione d’uso è più facile anche trovare i fondi necessari».

Ed ecco l’ex caserma di largo XIV Maggio, già convento di San Sebastiano, che fu chiesta per farne un albergo e poi per il museo di arte moderna, ma c’è anche l’ex caserma Gonzaga, parzialmente occupata dal museo di Vigili dei fuoco, che fa parte del complesso di Palazzo Ducale, e l’ex convento di Santa Paola, solo in parte rinato con l’Istituto di restauro. E ancora l’ex convento di Santa Lucia, ex orfanotrofio, oggi Istituti Gonzaga, in via Frattini, quasi del tutto abbandonato e cadente. E la chiesa di San Maurizio, con una importante quadreria, ma chiusa.

E che dire di Palazzo Cavriani in via Trento, con il suo giardino solo da pochissimo venduto all’asta giudiziaria?

«Sono spazi eccezionali, che sarebbero risorse importantissime per Mantova e che oggi sono legate a un uso improprio, parziale o addirittura del tutto inutilizzate» aggiunge Morselli. Come è stato per tanto tempo il complesso San Nicolò, a cui il Comune sta ora lavorando e di cui Italia Nostra, spiega Morselli, ha sottolineato da sempre l’importanza.

In certi casi, Italia Nostra ha effettivamente detto dei no chiari e decisi. E ha così evitato, grazie a un ricorso, lo scempio di nuove costruzioni nell’area sulla sponda del lago davanti al Palazzo Ducale (la lottizzazione Lagocastello). Un altro no, Italia Nostra lo dice sull’edificazione di Lago Paiolo, la grande area che testimonia il ricordo del quarto lago di Mantova, prosciugato dagli austriaci.

«Ma vogliamo allargare la nostra attenzione al paesaggio della campagna, che nel Mantovano è caratteristico non soltanto per le coltivazioni, ma anche per quel sistema di corti, grandi ville, ma anche loghini, barchesse e strutture di edilizia minore. Fra tutti citiamo il Palazzo di Portiolo, già dei Gonzaga del ramo cadetto di Vescovato: eretto attorno a un nucleo del ‘400, fu rifatto in stile barocco nel ‘600 con la mano di Geffels (lo stesso di palazzo Sordi). Il degrado è stato aggravato dal terremoto e il suo futuro è più che mai incerto e a rischio, anche per mancanza di una destinazione che ne consenta la sopravvivenza».

Dalle campagne al verde cittadino, che è componente fondamentale della città. Anche su questo Italia Nostra vuole ragionare. Ricordando Bosco Virgiliano, che merita di esser valorizzato.

Maria Antonietta Filippini
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik