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Centinaia di denunce per il rave party

Liberata l’ex Bitztiles dopo il raduno di fine anno. Tensione e sequestri all’uscita degli ultimi partecipanti. Ora si deve pulire

GONZAGA. Gli ultimi irriducibili sono stati identificati e fatti sgomberare ieri mattina dal capannone della ex ceramica Bitztiles di Bondeno di Gonzaga. Imponente la massa di giovani provenienti da tutti Italia e da molti paesi europei per il rave che ha scosso Bondeno e tutta la Bassa. I carabinieri di tutte le stazioni della compagnia di Gonzaga, supportati anche da altri militari di tutta la provincia, hanno gestito l’imponente manifestazione che, dagli accertamenti, sembrerebbe essere stata organizzata non utilizzando canali web ma tramite una fitta rete di contatti su WhatsApp in tutta Europa.

Rave a Gonzaga, migliaia di giovani e carabinieri Bondeno di Gonzaga presa d'assalto da migliaia di giovani in arrivo da tutta Europa. Il sindaco Terzi: "Predisposta un'ordinanza di sgombero, ma è tutto inutile".  (video Fuscati)

Il rave proibito di Bondeno visto dall'interno Ecco un breve filmato girato all'interno del capannone dismesso della ex Biztiles Italia a Bondeno di Gonzaga durante il rave party non autorizzato che si è svolto tra San Silvestro e Capodanno. Un rave che ha richiamato circa tremila ragazze e ragazzi da tutta Europa.

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Sin dalle prime ore del 31 dicembre il maggiore Garzya ed il luogotenente Pavese, comandante e vicecomandante della compagnia di Gonzaga, hanno diretto e gestito il delicato evento, complicato dal fatto che l'area da controllare era molto vasta, in piena periferia, contornata da campi coltivati e soprattutto vicino all'autostrada e quindi accessibile da diversi punti. La grande maggioranza dei partecipanti è stata identificata. Almeno cento persone circa saranno denunciate per “invasione di edifici, inottemperanza di ordini emessi dall’autorità e partecipazione a manifestazione non autorizzata”.


Veri momenti di tensione si sono verificati nel corso della nottata tra il primo dell’anno e ieri quando, complici il buio e la nebbia, quelli che potrebbero essere stati i veri organizzatori dell’evento hanno cercato di sfondare con i mezzi carichi di tutto il materiale e la strumentazione, come generatori di corrente, casse acustiche e luci psichedeliche, il cordone creato dai militari. Tutti gli strumenti sono stati sequestrati.

Intanto passata la festa si contano i danni, che consistono in sostanza nel mare di rifiuti lasciato dai partecipanti al rave sia all’interno del capannone ex Bitztiles che nell’area esterna, ma soprattutto nelle strade attorno alla fabbrica abbandonata (strada Pavesa, via Albareda). Rifiuti che in parte sono stati messi in sacchi dagli stessi partecipanti al rave ma che, specie all’esterno, sono tutti da raccogliere, e l’onere è a carico del Comun. Oltre ai rifiuti, è molto lo sporco lasciato (anche per la presenza di molti cani), e poi sono rimaste varie scritte sui muri del capannone come sugli edifici rurali dei dintorni. Infine, qualche recinzione è stata forzata.

La musica, iniziata all’alba del 31 dicembre, si è spenta definitivamente alle 10.30 del primo dell’anno. I partecipanti arrivavano da ogni angolo d’Europa, soprattutto dalla Francia. La prefettura ha stimato le presenze fino ad un massimo di circa duemila persone. A garantire l’ordine sono stati impegnati in primo luogo i carabinieri; coinvolti anche la polizia municipale di Gonzaga, la polizia stradale e la Polfer. La strategia adottata dall’Arma è stata quella di non creare turbative all’ordine pubblico.

«Prevenire un rave party è difficile – dice il prefetto Sandro Lombardi – ma bisognerà provarci sia con l’attività informativa che con un uso corretto e attento del territorio. Sgomberare duemila persone da un’area privata è complicato e prevede una attenta ed equilibrata pianificazione e organizzazione della gestione dell’ordine pubblico».


 

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