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I parlamentari uscenti? In cinque ancora in corsa

Nel Pd Carra bene nei circoli e Colaninno in attesa. Martelli aspetta Liberi e uguali. Zolezzi (M5S) quasi sicuro, incognita Tabacci. Gaetti e Dell’Aringa rinunciano

MANTOVA. Finita la legislatura e fissata la data per le prossime elezioni politiche (domenica 4 marzo), è già iniziata la corsa alle candidature nei vari partiti.

Prima di concentrarsi sui nuovi aspiranti deputati e senatori, meglio sviscerare che cosa riserva il futuro ai sette parlamentari mantovani uscenti. Alla Camera ci sono i dem Marco Carra, Matteo Colaninno e Carlo Dell’Aringa, il Cinquestelle Alberto Zolezzi, Giovanna Martelli di Mdp e Bruno Tabacci del Centro democratico. Al Senato l’unico è Luigi Gaetti di M5S. Ad essersi già tirati fuori dalla competizione sono Gaetti dei Cinque Stelle e Dell’Aringa del Pd. Il primo l’ha annunciato pubblicamente venerdì scorso a palazzo Soardi di fronte al suo candidato premier Luigi Di Maio; il secondo l’ha confermato ieri al telefono, dicendo di ritenere chiusa la sua esperienza politica. L’altro Cinque Stelle, Alberto Zolezzi, ha deciso di ricandidarsi. Lo farà iscrivendosi entro oggi alle parlamentarie, la selezione online degli aspiranti deputati e senatori promossa dal Movimento.

Tutto in alto mare per il resto della pattuglia. Giovanna Martelli dell’Mdp e aderente alla nuova lista Liberi e uguali, è entrata a Montecitorio col Pd e poi è transitata nel gruppo misto e in quello di Sinistra italiana. «Non ho ancora deciso se mi ricandiderò o meno. Prima devo capire alcune cose» dice. Questa sera si riuniranno i tre partiti mantovani che a livello nazionale hanno dato vita alla lista Liberi e uguali (Si, Possibile e Mdp) per indicare una rosa di candidati che venerdì verrà girata alla struttura regionale.

Tra i veterani della Camera c’è Bruno Tabacci, giunto al termine della quinta legislatura. Nel 2013 era stato eletto nelle liste del Centro democratico in Toscana. Recentemente ha puntato tutto su Pisapia; l’imprevista e improvvisa uscita di scena dell’ex sindaco di Milano lo ha spiazzato. Potrebbe rinunciare alla partita, anche se resta una risorsa importante per il centrosinistra.

Tra i dem la situazione più delicata. Marco Carra, già due legislature completate e Matteo Colaninno, anche lui alla seconda esperienza a Montecitorio conclusa, puntano a fare il tris. Mentre per Carra, in quota alla corrente d’opposizione Sinistradem, il futuro appare roseo, per Colaninno, di stretta osservanza renziana, le cose sono un po’ più complicate. Nelle prime assemblee dei circoli mantovani Carra è stato indicato ovunque come possibile candidato; Colaninno, invece, ha avuto l’investitura solo dai circoli di città. Il suo destino, però, non si decide certo a Mantova, ma a Roma.

«Per il momento - dice - voglio ringraziare gli iscritti e il Pd di città per aver indicato il mio nome apprezzando il lavoro svolto per Mantova durate il mio mandato. In questa fase sto facendo valutazioni sia politiche che personali e quando verrà il momento darò indicazioni chiare». Il richiamo dell’azienda di famiglia è, infatti, molto forte. Intanto, anche i nove circoli della fascia cittadina hanno indicato Carra come candidato naturale: «Ringrazio tutti - afferma il deputato uscente -. Quando ci si occupa concretamente dei problemi del territorio, i riconoscimenti arrivano».

Per la Camera sono due i collegi uninominali (Mantova, formato solo da Comuni mantovani e Suzzara, con anche territori cremonesi e bresciani) e per il Senato uno (che comprende Mantova e Cremona). Nel collegio plurinominale di Mantova e Cremona per la Camera i candidati di ogni lista sono quattro, come quelli nel collegio plurinominale del Senato che si allarga, però, anche a Pavia e Lodi.
 

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