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viaggio nel volontariato

Signora Parkinson: una mano tesa a malati e famiglie

In provincia 1.800 casi, il via all’associazione a marzo. Obiettivo: condividere il disagio e vincere la solitudine

MANTOVA. «Io sono qui! Nel mio dentro, nel mio respiro, nei miei battiti. Sono qui!». È una delle frasi con cui si presenta l’associazione Signora Parkinson, accompagnata dal suo logo: una chiocciola, animale per definizione lento, da cui emerge una donna. Immagine ideata e disegnata dalla presidente Antonina Paulis, che ha dato vita a una realtà di volontariato per farla diventare punto di riferimento per le circa 1.800 persone della provincia malate di Parkinson, la patologia neurodegenerativa più frequente dopo l’Alzheimer. Fin dagli anni ‘80 la presidente, figlia di madre parkinsoniana, aveva iniziato a pensare a un’associazione che potesse dare sollievo a pazienti e famiglie, oltre a costruire un luogo fisico dove condividere e affrontare le proprie necessità con altre persone.

A distanza di quasi quarant’anni, Antonina Paulis, affetta dal 2009 dalla stessa malattia, è riuscita a concretizzare quel progetto, per aiutare altre persone ad allontanare i sintomi tipici del Parkinson, a dare sostegno e creare occasioni per confrontarsi. Le attività dell’associazione sono partite a marzo, con una cinquantina di soci volontari di cui quindici attivi nel prestare servizio. «Questa malattia porta a stati di depressione – spiega la Paulis – ci si chiude, non si esce più e con una maggiore visibilità all’associazione speriamo che le persone riescano a reagire e che le famiglie non si sentano sole». Le attività organizzate rivolte agli utenti spaziano negli ambiti di neurologia, logopedia, sanità e diritti, danzaterapia, arteterapia, esercizi motori, lettura, grafomotricità, giochi, laboratori fonetici, incontri a tema.

«La nostra associazione – continua la presidente – è un luogo d’incontro, uno spazio dedicato al confronto per sconfiggere insieme la depressione e l’isolamento anche attraverso la partecipazione ad attività di laboratorio, ricreative e motorie. Le iniziative che proponiamo hanno l’obiettivo di tenere sotto controllo le difficoltà quotidiane dei movimenti, passando dalla lettura di libri ad incontri tematici, avvalendoci della collaborazione di professionisti e volontari del territorio per renderle azioni concrete, utili e stimolanti». Gli eventi organizzati rispettano le abilità di ogni persona, «con i suoi ritmi, aiutandola a ritrovare il piacere di stare insieme, uscire di casa, sentirsi meno sola e, attraverso il confronto positivo con altri che vivono situazioni analoghe, reagire meglio alla malattia per ritrovarsi coinvolta anche emotivamente».

Il Parkinson, come si legge sul sito dell’associazione, è la malattia neurodegenerativa più frequente dopo l’Alzheimer, causata dalla perdita progressiva delle cellule del cervello che producono dopamina. Colpisce fra i 200mila e i 300mila italiani (il 2% della popolazione sopra i 65 anni e il 4% sopra i 75 anni). Nel Mantovano le persone affette da questa malattia sono attorno alle 1.800. Esistono anche forme giovanili, quando la malattia si presenta prima dei 50 anni, e sono il 5% dei casi. Anche se non è ancora definitivamente chiarita la causa, si pensa che il Parkinson sia provocato da fattori ambientali e genetici. La patologia colpisce uomini e donne, ma in modo diverso: è più frequente nei maschi (60%) mentre nelle donne è più frequente la comparsa di movimenti involontari dovuti al sovradosaggio dei farmaci. Si prevede che entro il 2030 il numero di casi sarà raddoppiato in relazione all’invecchiamento della popolazione. Il direttivo è composto dalla presidente Antonina Paulis, dal vice Manuel Malavasi, dal consigliere Romano Michelini. Collabora inoltre la dottoressa Anna Magherini, dirigente medico del reparto di neurologia al Poma.

Signora Parkinson ha la sede in via Facciotto, a Mantova. Per info e contatti: 327.7060535, oppure info@signoraparkinson.com.

Elena Caracciolo

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