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Alsafil, si tratta su metà dei tagli

Castiglione. Sindacati ottimisti, il 17 assemblea con i lavoratori. «Ma il Comune non si è visto»

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Licenziamenti in Alsafil. Dal tavolo di ieri fra sindacati ed azienda i rappresentanti dei lavoratori escono con in mano un cauto ottimismo. L'incontro, pur se non decisivo, è servito per approfondire il tema del salvataggio, attraverso riassorbimento nello stabilimento della nuova proprietà, la castellana Fulgar, del più alto numero possibile di figure. I paletti posti dal nuovo acquirente, che appena due mesi fa ha speso 16,2 milioni per sfilare all’asta l’Alsafil dalle mani del concorrente storico, l’israeliana Nilit, sono quelli di interrompere la produzione a Castiglione, mantenendo un presidio commerciale ed impiegatizio. Ma delle 33 mobilità su 37 dipendenti proposte, Fulgar sarebbe in grado di riassorbirne circa 20 secondo indiscrezioni. Che i sindacati al momento non confermano.

«Spiegheremo in assemblea il 17 con i dipendenti – dicono i confederali – le proposte. Di numeri per ora preferiamo non farli. Ci dispiace invece l’assenza ai tavoli del Comune». Adolfo Feudatari (Femca Cils), Claudio Bussi (Filctem Cgil) e Giovanni Pelizzoni (Uiltec Uil), dopo avere ottenuto il congelamento della situazione, ora puntano ad una intesa che salvaguardi il maggior numero di dipendenti. Atto sul quale prevale dopo l’incontro di ieri, preceduto da un mini vertice con il rappresentante del sindacato autonomo Cobas, Saverio Confetti, un velato ottimismo. Al vertice erano presenti, oltre all’Ad di Fulgar Attilia Casnici, la responsabile del personale Michela Verità, lo studio Lorenzini e l’avvocato Davide Zagni.(fr.r.)
 

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