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Casapound in piazza, Banzi se la prende con il Comune

Il gruppo di estrema destra Casapound sarà presente sabato e domenica a Mantova per una serie di iniziative elettorali. Dura reazione della sinistra

MANTOVA. Il gruppo di estrema destra Casapound, che si richiama al disciolto partito fascista, sarà presente sabato e domenica a Mantova per una serie di iniziative elettorali che già sta provocando la dura reazione della sinistra.

Sabato alle 10 i volontari di Casapound saranno con il consigliere comunale Luca de Marchi al mercato di Lunetta: «Assisteremo gli anziani e le persone che non si sentono sicure - afferma de Marchi - nell’affrontare parcheggiatori abusivi e mendicanti, sempre più spesso autori di molestie. Visto che il Comune non fa niente ci penseremo noi a garantire la loro sicurezza». Domenica Casapound e lo stesso de Marchi saranno al banchetto allestito in piazza Martiri, dalle 9 alle 12, per raccogliere le firme necessarie per presentare la lista che correrà per il Senato alle prossime elezioni politiche. Iniziative simili si terranno anche a Quistello (giovedì 18 gennaio in via Battisti dalle 9 alle 12), a Suzzara (sabato 20 in via XI febbraio dalle 9 alle 12) e a Sabbioneta (domenica 21 in piazza Ducale dalle 9 alle 12), come annuncia un volantino discusso in questi giorni.

Insorge il coordinatore provinciale di Sinistra italiana confluita in Liberi e uguali, nonchè capogruppo in consiglio comunale a Mantova, Fausto Banzi, che se la prende anche con l’amministrazione Palazzi: «A Casapound è stato fatto firmare un modulo che non è quello che avevamo concordato in aula approvando il nostro ordine del giorno. Avevamo chiesto che per ottenere piazze e sale pubbliche dove svolgere le loro manifestazioni pubbliche le varie associazioni dovevano sottoscrivere una carta in cui si impegnavano a rispettare la Costituzione, in special modo, la disposizione finale che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista, le leggi Scelba e Mancino. Invece, nel modulo predisposto sono scomparsi i cenni a queste ultime due normative. Nella discussione in aula sul nostro ordine del giorno era chiaro che per avere luoghi pubblici a disposizione bisognava che non venissero usati toni provocatori, slogan e cartellonistica che potessero fare riferimento al passato regime fascista, e che nel modulo questo andasse indicato chiaramente». Pronta la replica dello Sportello unico: «Le leggi vanno rispettate comunque, senza bisogno di moduli».
 

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