Quotidiani locali

MANTOVA

«Ora traffico impazzito». La protesta di via Rippa

I residenti: «Con il percorso di via Sauro ci hanno scaricato addosso il problema» La soluzione? «Chiudere la strada per 15 minuti quando entrano gli studenti» 

«Con il percorso pedonale per la Nievo hanno spostato il problema da una strada a quella parallela, altro che traffico fluido». Affidato a una lettera, lo sfogo è di «un gruppo di abitanti arrabbiati». I residenti di via Rippa ce l’hanno con l’assessore Iacopo Rebecchi, che ieri sulla Gazzetta aveva difeso la scelta di ricavare un percorso protetto in via Nazario Sauro, ora scandita da una teoria di archetti che dilata lo spazio del marciapiedi, mettendo i pedoni al riparo dalla rapacità delle auto. Così in vista del Kiss & ride, il nuovo pedibus con scarico dei figli in via Po e affidamento al personale di Aster fino alla Nievo, al via lunedì. Ma così anche a vantaggio dei pedoni tutti, prima costretti a incrociarsi di profilo su un marciapiedi largo meno di un metro. E pazienza per gli otto posti auto cancellati (sei strisce blu e due stalli per i disabili). «Traffico più fluido in via Sauro e situazione invariata in via Rippa» ripete Rebecchi, sollecitato a una valutazione empirica, a vista, della nuova mobilità.

I residenti di via Rippa, però, hanno un altro metro, e così descrivono l’inferno di ciottoli e smog nelle ore di punta (8, 13, 16 e 16.30): «Parcheggi in quarta fila, auto buttate davanti ai passi carrai che non lasciano passare bambini e anziani sui marciapiedi, autoambulanze bloccate nel traffico, code interminabili di auto che si immettono su viale Risorgimento». A corredo della denuncia, due foto.

L’accusa di aver peggiorato la situazione, stringendo il nodo del traffico in un groviglio micidiale, è estesa ai «consulenti incaricati» del Comune: «Se invece di pensare micro, avessero guardato un po’ più in la, magari dialogando anche con gli abitanti delle vie limitrofe, si sarebbero accorti che non hanno risolto il problema di via Sauro ma lo hanno solo spostato su via Rippa». Seguono tre punti esclamativi ad amplificare l’esasperazione.

Ma non di sola rabbia si alimenta il sentimento degli abitanti della via, che all’assessore propongono una soluzione: «Possibile che non si possa attuare la chiusura di via Rippa per 15 minuti, esattamente come già accade per via Porto? Questo consentirebbe a scuole come il Redentore di non far uscire 300 ragazzi in via Giulio Romano, dove sfrecciano le auto, ma di farli uscire in sicurezza in via Rippa, cosi come accade per le altre scuole che hanno le uscite sulla via». Morale, chiedono gli abitanti della via di rivedere il piano della mobilità tenendo conto anche delle loro esigenze.

Simulazioni alla mano, riferiva Rebecchi nei giorni scorsi che una ztl a tempo nella zona della scuola elementare Nievo avrebbe impennato del 500% il traffico nelle vie Dugoni, Chiassi e Vittorino da Feltre. Inchiodando una larga fetta di città. E chiudere solo via Rippa? (ig.cip)



TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro