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Rubava le auto all’Aspef, nei guai un ex volontario

In una settimana spariscono dalla sede due Panda riservate al trasporto anziani. Indagine lampo: la polizia locale trova l’autore con la rete di videosorveglianza 

MANTOVA. Il primo episodio risale alla scorsa settimana, quando dal parcheggio di viale Fiume era sparita un’auto utilizzata per l’assistenza e il trasporto delle persone anziane. Il giorno dopo la vettura dell’Aspef, l’Azienda servizi persona e famiglia del Comune, era stata ritrovata dalle forze dell’ordine in via Arrivabene. Tutto sembrava finito lì, anche perché l’auto non aveva subìto danni: il ladro non l’aveva forzata ma prelevata con le chiavi trovate negli uffici dell’Aspef.

Qualche giorno dopo, e siamo a due giorni fa, giovedì mattina, dal parcheggio della residenza per anziani Luigi Bianchi sparisce un’altra auto, una Panda. Ecco allora che gli investigatori della polizia locale si rimboccano le maniche e nel giro di poche ore, anche grazie alle tecnologie della nuova rete di videosorveglianza, riescono non solo a tracciare il percorso fatto dall’auto sparita ma anche a rintracciare il presunto autore del furto. È G. B., 34 anni, ex volontario di un’associazione che ha collaborato con l’Aspef per l’accompagnamento degli anziani in occasione di visite mediche, esami sanitari e prestazioni ambulatoriali. Restituita l’auto, la polizia locale l’ha denunciato per ricettazione e possesso di un arnese da scasso: sulla Panda ritrovata c’era una mazzetta da carpentiere.

L’ultimo furto, quello di giovedì che ha fatto scattare l’indagine, è avvenuto con la stessa modalità del precedente. Nessuno scasso di serratura e blocco di accensione dell’auto, ma il prelievo della vettura è avvenuto con le chiavi. Ma chi poteva sapere dove trovarle se non chi aveva frequentato l’Aspef?

Quando serve un’auto per il trasporto protetto, volontari e operatori prelevano le chiavi da un cassetto dell’ufficio dell’Aspef e segnano su un registro il proprio nome, l’orario e la destinazione dell’utilizzo. G.B. lo sapeva bene e, muovendosi con disinvoltura in un ambiente che conosceva, ha preso le chiavi dell’auto e se n’è andato. Ovvio, segna segnare nulla sul registro. Gli agenti della polizia locale sono riusciti a mappare tutti gli spostamenti fatti dalla Panda utilizzando la rete della videosorveglianza. Non solo le telecamere della ztl, ma anche quelle posizionate agli ingressi della città, dotate di un lettore che, una volta inserita nel sistema la targa, elenca tutti i passaggi fatti dall’auto con luoghi e relativi orari.

Il finale dell’indagine non è tecnologico ma affidato alla vecchia scuola di polizia: un agente individua la Panda ricercata in piazza San Francesco, e una pattuglia si apposta. Così, appena G.B. arriva con le chiavi dell’auto in mano, viene bloccato. Nel suo passato qualche grana per ricettazione e furto di assegni.
 

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