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Dalla porcilaia al biometano Fronte comune per l’ambiente

SCHIVENOGLIA-MAGNACAVALLO. Il comitato Gaeta resta in attesa dopo la notizia di un ricorso da parte di Biopig sull’allevamento da 10.600 maiali a Schivenoglia e si concentra su altri temi. Lo stop...

SCHIVENOGLIA-MAGNACAVALLO. Il comitato Gaeta resta in attesa dopo la notizia di un ricorso da parte di Biopig sull’allevamento da 10.600 maiali a Schivenoglia e si concentra su altri temi. Lo stop era arrivato dopo il voto in consiglio comunale che recepiva il voto contrario del referendum all’impianto, ma ora la pratica potrebbe riaprirsi con un eventuale ricorso al Tar. «Al momento non abbiamo avuto comunicazioni ufficiali – dicono dal comitato – Nel frattempo ci stiamo concentrando sulla difesa dell’ambiente sul territorio. La nostra nascita ha dato inizio a qualcosa, c’è una nuova consapevolezza fra i cittadini e questa è una ricchezza che non deve andare perduta». Il comitato continua la sua attività in difesa dell’aria: negli ultimi giorni ha dato un forte appoggio ai cittadini di Magnacavallo sul nuovo impianto di produzione di biometano.

Proprio domani a Schivenoglia è stata organizzata una raccolta firme a sostegno del comitato No biometano e dell’amministrazione di Magnacavallo. I rappresentanti del Gaeta raccoglieranno le firme in piazza Matteotti dalle 9.30 alle 13. «Stiamo guardando al territorio e nel caso di Magnacavallo una risposta forte del territorio c’è stata per sostenere il no a questo nuovo impianto – spiegano dal comitato Gaeta – noi non siamo contrari a tutto a priori, ma ci muoviamo sulla base di analisi e studi ambientali. Siamo favorevoli a nuovi impianti in agricoltura che siano eco-compatibili e non creino danni alla salute, esistono e si possono realizzare».

«Sul nostro territorio ci sono già tre proposte di impianti a biometano, a Revere, a Pieve e ora a Magnacavallo – continuano dal comitato – sono troppi in un’area così ristretta e che già ha una situazione non felice a livello di qualità dell’aria. In particolare l’impianto proposto a Magnacavallo prevede l’utilizzo del Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) proveniente da Campania e Lazio, questo non va in una direzione di eco sostenibilità. Pensiamo solo ai camion che dovrebbero attraversare mezza Italia per portare i rifiuti da sud a nord».

Intanto sulla questione dell’impianto di Magnacavallo interviene anche il consigliere regionale M5S Andrea Fiasconaro: «Ho presentato un’interrogazione al consiglio regionale chiedendo venga prevista una seria pianificazione, sia su scala regionale che provinciale, in materia di diffusione di impianti di produzione di biometano, con particolare attenzione a quelli alimentati a Forsu. So bene che la legislatura volge al termine, ma ritengo importante e doveroso non trascurare questo tipo di questioni che, se lasciate indietro, rischiano di portare a situazioni incontrollate». (g.p.)



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