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Lega, ricorso in tribunale contro Salvini

A presentarlo un componente del listino di Fava all’ultimo congresso. L’udienza giovedì a Milano

MANTOVA. Ennesima puntata nello scontro tra il segretario della Lega Matteo Salvini e l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, rappresentante della minoranza indipendentista nel consiglio federale. Questa volta a muoversi è la magistratura milanese dopo che un componente del listino collegato a Fava, sfidante di Salvini all’ultimo congresso leghista, ha presentato un ricorso. Al tribunale il militante ha chiesto di invalidare l’elezione di Salvini in quanto la sua candidatura e quella della lista associata sarebbero state presentate oltre i termini fissati dell’11 maggio 2017 alle ore 13. «Sono cose che succedono quando non si rispettano le regole interne del partito» si limita a commentare Fava. «C’è una convocazione urgente in Tribunale nei prossimi giorni per cui non posso dire altro» è la risposta alla domanda su cui sia stato l’autore dell’esposto. «Il suo nome è proprio uno di quegli elementi che vanno tenuti riservati» insiste. Non nasconde, però, di essere stato lui, lo stesso giorno in cui scadevano i termini per la presentazione delle candidature e si profilava lo scontro tra la Lega nazionalista di Salvini e quella nordista, a lamentare irregolarità. «La questione è stata sollevata da me e questo succede quando in un partito non c’è dialettica interna. Comunque, mi auguro che non sia successo niente di grave». Nel listino di Fava, composto di 15 nomi, c’erano due mantovani: Zoraide Chiozzini di Quistello e Claudia Serafini di Roncoferraro.

La discussione sul ricorso d’urgenza si svolgerà giovedì alle 11 davanti alla prima sezione civile del Tribunale di Milano. Nel ricorso si chiede di sospendere in via «cautelare» la «nomina di Matteo Salvini quale segretario federale della Lega nord» e di «inibire» l'eurodeputato e l'attuale consiglio federale dalle attività connesse al loro ruolo nel partito «anche in relazione alle elezioni politiche fissate per il 4 marzo». Si chiede che venga «accertata e dichiarata» la nomina di Fava a segretario della Lega o di disporre in via subordinata «l'immediata assunzione dei poteri e delle competenze del consiglio federale da parte del presidente federale Umberto Bossi sino alla nomina del nuovo segretario e del nuovo consiglio federale».
 

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