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Laboratorio clandestino ad Asola: due arresti e quattro denunce

La task force della Prefettura infligge un altro colpo al lavoro nero. La coppia di titolari, cinese, è stata portata in Questura. Via all’espulsione

ASOLA. Due arresti e quattro denunce. La task force coordinata dalla Prefettura ha inferto un altro colpo al lavoro nero. Ancora ai raggi x il distretto della calza: stavolta il laboratorio cinese che sfruttava lavoratori clandestini è stato scoperto ad Asola. Manette per una coppia cinese, lei 45enne e lui 50enne, e denunce per quattro dipendenti privi di regolare contratto, di cui tre clandestini.

A mettere a segno il blitz i carabinieri della stazione di Asola e di Piubega, con il nucleo dei carabinieri dell’ispettorato del lavoro di Mantova e della polizia locale, nell’ambito della task force costituita da palazzo di Bagno e composta da appartenenti alle forze di polizia, polizie locali, referenti Inail, Inps, Camera di commercio e ispettorato del lavoro, il cui coordinamento è affidato al comandante della compagnia di Castiglione, il maggiore Simone Toni. La coppia dei titolari è stata arrestata con l’accusa di trarre un ingiusto profitto favorendo la permanenza nel territorio italiano di cittadini stranieri e sfruttamento aggravato di manodopera clandestina.

I carabinieri hanno inoltre identificato 10 lavoratori di cui 3 privi del regolare permesso di soggiorno, quindi clandestini. Un altro era privo di contratto di lavoro. Pertanto sono stati fotosegnalati e invitati in Questura per avviare la procedura di espulsione. Il blitz è l’ultimo colpo sferrato agli sfruttatori del lavoro nero, agli aguzzini che usano operai senza alcuna tutela. I carabinieri nel 2017 hanno individuato ben 148 lavoratori privi di qualsiasi carta contrattuale e ne hanno espulsi 78 perché irregolari. L’anno scorso sono stati controllati 60 laboratori, e a 32 è stata sospesa l’attività. In tutto sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 320mila euro, e 123mila sanzioni penali.

A fine 2017 gli ultimi blitz della task force nell’Alto Mantovano sono stati eseguiti a Volta Mantovana e a Ponti sul Mincio.

A Ponti dentro il capannone, al lavoro sulle macchine da cucire, c'erano undici operai in regola con il contratto di lavoro; due di questi, invece, entrambi cinesi, nascosti in specie di camere da letto ricavate dentro il laboratorio, erano clandestini. La titolare dell'impresa, una 50enne cinese residente in paese, era stata denunciata per sfruttamento dell'immigrazione. A Volta nella maglieria “Confezioni Zhou Mengdi” in via Fermi è stato denunciato il titolare, un 35enne cinese.

Su sette lavoratori, due sono risultati clandestini.

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