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Falsa partenza per la Tav dei colli

Il Cipe pubblica l’ok definitivo, la Corte dei Conti smentisce. Intanto macchinari imballati per protesta

PONTI SUL MINCIO. Sul sito del Cipe, il Comitato nazionale che si occupa della programmazione economica, compare l’annuncio che anche l’ultimo ostacolo è caduto e che i cantieri della Tav, la linea ferroviaria veloce Brescia-Verona, possono partire. Ma la Corte dei Conti, quella che avrebbe dato l’ok finale alla pratica, smentisce: stiamo ancora attendendo le carte dalle Ferrovie. Non se ne parla finché non le esaminiamo. Ad aumentare la confusione, anche le stesse Fs che giurano di avere già spedito le integrazioni alla Corte dei Conti. Insomma, un “giallo” o un pasticcio che sta creando non poca fibrillazione in zona.

Nei giorni scorsi sono infatti apparsi i primi macchinari che sondano i terreni. E questo senza che vi sia ancora il progetto approvato. Da qui le proteste, con i frati del Santuario del Frassino di Peschiera che hanno cacciato i tecnici e i blitz che nottetempo hanno simbolicamente fasciato e bendato i macchinari di scavo comparsi nei campi. Per cercare di fare chiarezza in questa fase convulsa, sabato il Coordinamento No Tav terrà alle 11.30 una conferenza stampa.


Il progetto partito nel 1993 giunge in modo caotico alle battute finali. I lavori dovrebbero iniziare entro aprile, con un anno di ritardo. Il primo lotto è la galleria a nord di Castiglione, fra Lonato e Desenzano, poi quello di Ponti-Peschiera. Il cantiere sulla carta dovrebbe durare 7 anni e 3 mesi, ma il promotore Fs e l’esecutore, il Consorzio Cepav due, assicurano che non si supereranno i 5 anni poiché è stata stralciata la variante di Montichiari.

 

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