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San Benedetto Po, rilancio con i cicloturisti: «Ma via le auto dagli argini»

Incontro per il progetto della ciclabile del Mediterraneo. I tecnici: «È il futuro della Bassa». Gli operatori chiedono più infrastrutture

SAN BENEDETTO PO. Il cicloturismo come motore di rilancio e sviluppo economico dell’Oltrepò? Sì. A condizione di garantire interventi infrastrutturali per garantire i servizi necessari al turista e riservare i tratti arginali a pedoni, ciclisti e mezzi agricoli, vietandoli alle auto per consentire uno sviluppo della bike economy.

Su questo tema si sono confrontati venerdì mattina nella Biblioteca monastica del Polirone istituzioni e imprenditori privati in un seminario organizzato dal Consorz ...

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SAN BENEDETTO PO. Il cicloturismo come motore di rilancio e sviluppo economico dell’Oltrepò? Sì. A condizione di garantire interventi infrastrutturali per garantire i servizi necessari al turista e riservare i tratti arginali a pedoni, ciclisti e mezzi agricoli, vietandoli alle auto per consentire uno sviluppo della bike economy.

Su questo tema si sono confrontati venerdì mattina nella Biblioteca monastica del Polirone istituzioni e imprenditori privati in un seminario organizzato dal Consorzio dell’Oltrepò con la collaborazione e il patrocinio del Comune. Il convegno ha inteso dare inizio ad un percorso di co-progettazione con gli attori, pubblici e privati, del territorio compreso tra Viadana e Felonica.

Il progetto è quello dell’Eurovelo 8, la ciclovia europea mediterranea fra Cadice (Spagna) e Cipro capace di generare, secondo gli studi, un impatto economico di 3,8 miliardi l’anno e 2,3milioni di pernottamenti per i 200 milioni di ciclisti previsti. La nostra provincia è interessata per un tratto di 190 chilometri. «L’obiettivo – ha spiegato Daniele Cuizzi, responsabile tecnico del progetto – è di arrivare a creare una rete di operatori al servizio del cicloturismo lungo il tratto mantovano di Eurovelo8 e redigere un piano di azioni che individui gli strumenti da realizzare per dare effettiva attuazione all’infrastruttura».

A questo riguardo è stata interessante la presentazione di alcune esperienze già attivate in provincia, come la via Claudia-Augusta che passa per Ostiglia, che è già dotata di attrezzature, oppure come le facilitazioni proposte da “Albergabici” che raccoglie gli operatori della ricettività che offrono standard di servizi idonei al cicloturista. Ma resta molto da fare a detta degli operatori stessi, soprattutto nel fare rete tra imprese e istituzioni. È di questo il parere di diversi operatori intervenuti. È necessario che Eurovelo 8, per ora un disegno sulla carta, sia dotato dei servizi necessari. Questo potrà essere realizzato anche grazie al progetto “Vento”, illustrato da Paolo Pileri del Politecnico di Milano, che è già stato accolto nella Legge di Stabilità, e dunque finanziato. “Vento” prevede di applicare alla pista ciclabile sulla sponda del Po, su 679 chilometri a Venezia a Torino, le infrastrutture finora mancanti con standard di buon livello, per dare sostenibilità e futuro alla nuova forma di turismo. «Ogni chilometri di ciclabile genera dai 150ai 350mila euro di fatturato – ha ricordato – A condizione che le auto non transitino sugli argini trasformati a ciclabili».