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Mancano letti in ospedale, in aiuto le case di riposo

Convenzione tra Poma e Rsa per trasferire temporaneamente i ricoverati. Il patto firmato da due strutture: recuperati 12 posti in più per anziani non gravi

MANTOVA. Le case di riposo mantovane vanno in aiuto agli ospedali nel periodo dell'emergenza posti letto dovuta al picco dell'influenza.

A consentirlo è una recente delibera della giunta regionale che in caso di bisogno permette di trasformare temporaneamente alcuni posti letto delle Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, con determinate caratteristiche in degenze per pazienti sub-acuti, cioè quei soggetti, soprattutto anziani, che pur avendo superato la fase acuta della malattia hanno ancora bisogno di assistenza sanitaria.

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La convenzione tra Ats ed Rsa del territorio è temporanea ed è valida fino al 31 marzo, data oltre la quale si presume sia cessata l’emergenza virus stagionale. Per il momento è stata firmata con due strutture per anziani: I Melograni di San Giorgio e la Rsa di Schivenoglia, per un totale di dodici posti letto.

Il provvedimento regionale è stato deliberato per arginare l’emergenza posti letto negli ospedali mantovani che in questi ultimi giorni di gennaio si è ripresentata. Il picco dell’influenza, secondo gli specialisti, doveva esaurirsi dopo le vacanze di Natale e nei primi giorni dell’anno e in effetti in quel periodo è stata registrata una leggera flessione degli accessi.

Ma da venerdì scorso il virus si è rifatto sentire con prepotenza e gli ospedali mantovani sono di nuovo tornati in sofferenza nonostante l’apertura di un reparto ad hoc da 10 posti letti al quinto piano del Poma e l’attivazione di altri sette posti letto aggiuntivi.

Ecco perché anche dalla direzione sanitaria fanno sapere che i dodici letti per sub-acuti soprattutto in questi giorni di fine gennaio hanno offerto un sollievo ai problemi di ricettività delle strutture sanitarie.

Doppio flusso di pazienti, dunque, in entrata e in uscita dagli ospedali. È vero che in alcuni casi quando le condizioni di salute del ricoverato si complicano le Rsa inviano i loro pazienti nelle strutture ospedaliere.

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Ma fino al 31 marzo può succedere anche il contrario: in caso di “tutto esaurito” l’ospedale potrà inviare pazienti sub-acuti in quelle Rsa che hanno firmato la convenzione. Per il patto stipulato con le due Rsa del territorio le risorse regionali messe a disposizione per l’Ats Val Padana ammontano a poco meno di 300mila euro.

La delibera regionale ha previsto che gli ospedali possono far fronte ai maggiori accessi che si registrano al pronto soccorso avvalendosi di tre modalità di incremento dei posti letto: 1) aumento temporaneo del contingente di posti letto interno alla struttura di area medica o di area chirurgica; 2) utilizzo di posti letto messi a disposizione da strutture sanitarie accreditate nell’ambito del budget assegnato a contratto; 3) attivazione di convenzioni con strutture sanitarie e unità d’offerta sociosanitarie di Rsa o cure intermedie che convertano temporaneamente parte dei posti accreditati in degenze per subacuti.

Mentre la modalità 1 è consentita in qualsiasi periodo dell’anno per un massimo di 40 giorni/anno, le modalità 2 e 3 sono autorizzate solo fino al 31 marzo 2018.


 

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