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Lega, c’è la Cappellari per Milano ma sulle politiche è già protesta
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Lega, c’è la Cappellari per Milano ma sulle politiche è già protesta

Esclusi dai giochi per Camera e Senato Bottari e Aderenti. Gazzani su Facebook: «Anche noi come gli altri È una vergogna»

MANTOVA. Un solo candidato mantovano alle politiche. Nell’anno in cui il centrodestra può raggiungere un risultato storico, vincere in tutti i collegi uninominali mantovani, la Lega di Mantova si ritrova con un solo candidato locale, il vice sindaco di Castiglione, nonché dirigente del partito, Andrea Dara. Il quale è candidato all’uninominale per la Camera nel collegio del capoluogo e secondo nel listino del proporzionale: le probabilità di farcela ad entrare a Montecitorio, insomma, sono buone.

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Ma molti iscritti non l’hanno affatto presa bene nel vedere che tutti gli altri nominativi inviati ai vertici del partito sono stati ignorati. Se già una parte del movimento era rimasta sconcertata e molto contrariata per l’esclusione dalle candidature regionali (che martedì sono state ufficializzate) dell’assessore regionale uscente, Gianni Fava, ora anche nella maggioranza salviniana i malumori iniziano a prendere piede.

Perché certo, il leader avrà sicuramente onorato i lumbard mantovani mettendo in corsa uno dei suoi più stretti collaboratori, Raffaele Volpi, nel collegio uninominale della Bassa, ma non altrettanto condivisa è la decisione di non mettere in gioco almeno i due potenziali candidati chiamati assieme a Dara a Milano per firmare la disponibilità alla candidatura: Claudio Bottari e Irene Aderenti, già senatore due legislature fa. Due fedelissimi di Salvini, che non hanno ceduto alla tentazione di manifestare pubblicamente espressioni di delusione.

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Ma le scelte prese dai vertici del partito hanno destato malumore in più settori del partito. Tanto che un leghista di ferro quale Massimiliano Gazzani, sindaco di Castelbelforte, si spinge a scrivere parole di fuoco in un commento su Facebook in calce al post (visibile a tutti) di un giovane militante che aveva avuto parole di incitamento per Dara pubblicando l’articolo della Gazzetta con i candidati. «Successone della Lega a Mantova, dopo mille battaglie e tanto sangue versato sul campo di un'aspra battaglia - scrive Gazzani - è anche arrivata la giusta ricompensa ed il giusto riconoscimento.... un solo candidato mantovano. Alla faccia della gratitudine!! Caspita anche noi come gli altri. Che vergogna!». Per il 7 febbraio, in ogni caso, il segretario provinciale Antonio Carra ha indetto un vertice dei segretari di sezione per fare il punto della situazione. L’argomento candidature salterà fuori.

Intanto la segreteria ha reso ufficiali le candidature per le regionali: «Alessandra Cappellari, capogruppo a Mantova, Luciano Carminati, consigliere ad Asola, Edi Scaini, storico militante di Motteggiana, Lorena Ghezzi, segretario di sezione di Sabbioneta».

Due esponenti doc dell’area Fava, Alessandro Sarasini e Sandra Buratti, hanno rinunciato «per motivi personali», si legge. Probabile che si tratti di una decisione presa per contestare l’esclusione dell’assessore.

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