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Parmigiano Reggiano. Un maxi caseificio con latte mantovano

Nel Modenese nasce uno dei più grandi produttori di forme. Fusione tra due stabilimenti storici, dieci i soci nella Bassa  

MANTOVA. Parla anche mantovano uno dei più grandi produttori dell’intero comprensorio Parmigiano Reggiano nato nei giorni scorsi dalla fusione tra i caseifici modenesi La Cappelletta di San Possidonio e San Paolo di Concordia.

A quasi sei anni dal sisma che nel 2012 causò danni per 4 milioni di euro, la società agricola cooperativa La Cappelletta (fondata nel 1929) che conta 47 aziende agricole socie tra cui dieci mantovane, infatti ha perfezionato la fusione per incorporazione con il caseificio sociale S.Paolo di Concordia, costituito nel 1965. L'operazione, che ha l'obiettivo di abbattere i costi e garantire più reddito alle 47 aziende socie, è stata approvata a larga maggioranza dai soci delle due cooperative, entrambe aderenti a Confcooperative Modena.

Distribuiti in dieci Comuni modenesi e sette mantovani i soci conferiscono complessivamente 370mila quintali di latte, con quasi 70mila forme l'anno e un fatturato di 25 milioni di euro. I due stabilimenti di S.Possidonio e Concordia, nei quali sono occupate 25 persone, mantengono sia la lavorazione del latte che la produzione e stagionatura del formaggio e i punti per la vendita diretta.

Di fatto dalla fusione nasce quindi uno dei maggiori produttori di Parmigiano Reggiano dell’intero comprensorio.

I dieci produttori mantovani coinvolti nell’operazione si trovano: uno a Gonzaga, uno a Pegognaga, uno a Quistello, tre a San Benedetto Po, due a San Giacomo delle Segnate, uno a San Giovanni del Dosso e uno a Villa Poma.

«Si tratta di un’aggregazione importante - ha commentato Cristian Golinelli di Confcooperative - perché la frammentazione delle imprese è stata storicamente una causa di debolezza strutturale del settore lattiero caseario. La nostra politica ha sempre puntato a favorire, laddove economicamente vantaggiosa per i soci, l'aggregazione tra le cooperative. Questo permette ai caseifici di realizzare economie di scala e sfruttare al meglio il favorevole andamento dei prezzi all’origine del Parmigiano Reggiano. Dopo aver attraversato un periodo difficile, infatti, il mercato sta riconoscendo ai caseifici la remunerazione dovuta a un prodotto unico al mondo».

«Ci siamo messi insieme perché l'unione fa la forza – spiegano dal canto loro i presidenti dei due caseifici Luciano Dotti (La Cappelletta) e Ruggero Savioli (San Paolo) - Questa fusione ci permette di abbattere i costi di produzione e far guadagnare un po' di più le aziende agricole conferenti, confermando la qualità che ha sempre contraddistinto il nostro prodotto».


 

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