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Ponte, portata falsificata. A processo tre tecnici

Quingentole. La tenuta del manufatto sulla bonifica sarebbe stata certificata non correttamente

QUINGENTOLE. Non sono finiti i guai giudiziari per la Sugar Energy di Bologna, la società che gestisce l’impianto per la produzione di biogas in via Fienili a Quingentole. Il legale rappresentante Gabriele Lanfredi di Porto Mantovano (eletto nel 2013 presidente nazionale del Consorzio Bieticoltori) insieme all’ingegnere collaudatore Fabio Corradi e al titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori Fabio Venturini, sono accusati di falso ideologico e false attestazioni a pubblico ufficiale. Secondo la Procura avrebbero prodotto documenti irregolari per poter ottenere dal Comune l’autorizzazione a far transitare i propri automezzi su un ponte della Bonifica Reggiana, la cui tenuta è stata quindi certificata non correttamente. Una portata di 50 tonnellate che non trova riscontro in nessun documento ufficiale e manipolata, secondo l’accusa, per consentire il passaggio degli automezzi industriali.

Per questo il giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari ha nominato un perito per fare piena luce sulla vicenda. La perizia ha stabilito che la portata del ponte di avvicina alle 50 tonnellate. Da qui la revoca dell’ordinanza che consente il passaggio degli automezzi fino all’emanazione di una seconda ordinanza che stabilisca con precisione la portata del manufatto. Ma il procedimento penale nei confronti dei tre tecnici va avanti. Ieri mattina il giudice Gilberto Casari li ha rinviati tutti a giudizio con l’accusa di falso ideologico. Il processo, con rito abbreviato, sarà celebrato il 1 giugno.

Tutto era partito dalla denuncia presentata direttamente in Procura da un cittadino di Quingentole che aveva rilevato come quel manufatto, denominato ponte Belguardare, e risalente ai primi del Novecento, non poteva reggere il peso dei camion che giornalmente lo percorrono. Da qui l’indagine condotta dal sostituto procuratore Giacomo Pestelli. Sugar Energy, lo ricordiamo, ha costruito in via Fienili un impianto per la produzione di biogas ma per raggiungere la struttura ha avuto bisogno di passare per quel ponte. Con il Comune ha quindi sottoscritto un accordo nel quale la società si impegnava a presentare un progetto per la ristrutturazione del manufatto affinché potesse avere la portata di 50 tonnellate, che però non è mai esistita e di effettuare alcuni lavori collaterali, di cui si è occupata la ditta Venturini. Il collaudo è passato e il Comune ha rilasciato l’autorizzazione.
 

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