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Tregua armata dentro Forza Italia dopo le candidature per le politiche
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Tregua armata dentro Forza Italia dopo le candidature per le politiche

Pesa l’esclusione dagli uninominali, attesa per le regionali. Baroni: due seggi certi

MANTOVA. «Un’occasione persa per le solite logiche compensative». Così il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Pier Luigi Baschieri, commenta le candidature azzurre alle politiche. L’esclusione di candidati di Forza Italia dai tre collegi uninominali a beneficio degli alleati Lega e Fratelli d’Italia e le sole candidature nel proporzionale della coordinatrice provinciale Anna Lisa Baroni e di Paola Paganella, hanno lasciato l’amaro in bocca a chi è in prima fila nell’opposizione al centrosinistra.

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«Il ragionamento complessivo verrà fatto dopo le candidature alle regionali. I cavalli più importanti vanno schierati per raccogliere voti, anche se mi rendo conto che FI mantovana nell’economia regionale azzurra non ha mai contato molto ed è sempre stata considerata sacrificabile» dice l’altro consigliere comunale Andrea Gorgati, mentre il collega Giuliano Longfils si limita ad un cordiale ma fermo «no comment» che ben esprime il disagio della base.

«I sondaggi dicono che Forza Italia sia il partito più rappresentativo della coalizione - aggiunge Baschieri - e per questo ritengo che si dovesse osare di più ed avere almeno un candidato nostro in uno dei tre uninominali. Poi, è positivo il fatto di avere, dopo tanto tempo, buone chance per arrivare in parlamento».

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Insomma, in tanti monta il rammarico per una Forza Italia relegata ad un ruolo di secondo piano dopo anni di leadership nella coalizione. La rabbia verso la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini e, di riflesso, verso la Baroni cova sotto la cenere ed è pronta ad esplodere se le candidature alle regionali saranno quelle di cui si vocifera: capolista Stefano Nuvolari, braccio destro della Baroni, Nicola Falcone, consigliere a Castiglione, Anna Gandini di Monzambano e Luciana Prunean di Magnacavallo, i nomi più gettonati tra i 14 aspiranti consiglieri regionali e parlamentari segnalati a Milano.

La Baroni tranquillizza tutti («sono nomi espressi dal territorio, ma il coordinatore regionale può fare altre valutazioni») e invita a guardare il lato positivo: «Forza Italia - dice - non ha mai avuto due candidati sicuri per la Camera e per il Senato come la sottoscritta e Serafini, dirigente di Forza Italia dal 2008 che conosce bene Mantova. E ha un terzo candidato al terzo posto in lista. Questi sono ottimi riconoscimenti. Per quanto riguarda gli scontri diretti negli uninominali, l’alleanza ha fatto le sue valutazioni. Dopo 25 anni e dopo il povero Merlotti - insiste - abbiamo la possibilità di avere due parlamentari».

Bei discorsi che, però, non riescono a nascondere il malumore dei militanti per le candidature calate dall’alto e, soprattutto, per un partito che nella coalizione non è più trainante: «Io non ho colto questo malumore tra i coordinatori - dice la Baroni - Ne ho sentiti molti e li ho trovati entusiasti: la possibilità di eleggere due parlamentari è un riconoscimento del lavoro di tutti. Capisco la delusione di qualcuno che pensava di essere candidato, ma in politica si entra per servire e non per riconoscimenti carrieristici». La pensa come la Baroni l’ex sindaco Sodano: «Non sono al corrente di malumori - dice - So che si può essere soddisfatti per le candidature visto che dopo anni avremo un mantovano eletto dal territorio».

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