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La Olinda di Medole senza stipendi: «Acconto solo per pochi»

La coop  aveva annunciato un anticipo del 35% sui salari in ritardo. La Cisl non esclude lo stato di agitazione: «La situazione non è più sostenibile»

MEDOLE. Tutti ancora in attesa dello stipendio di dicembre e la maggior parte senza neppure l’acconto annunciato. A fare il punto sulla situazione «non più sostenibile» dei lavoratori della cooperativa Olinda di Medole è ancora una volta la Cisl attraverso la segretaria territoriale della Funzione Pubblica, Cesira Chittolini, che a questo punto non esclude a breve la proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti (250 in tutto di cui 150 al lavoro solo sui migranti).

Pagati di norma entro il giorno 20 del mese successivo e seguiti a ruota dal rimborso chilometrico riferito allo stesso periodo, è quindi di oltre dieci giorni il ritardo accumulato dagli stipendi di dicembre 2017. Attraverso una comunicazione a soci e dipendenti, la coop aveva annunciato la scorsa settimana che avrebbe intanto versato un acconto del 35% spiegando che il problema di mancanza di liquidità era dovuto alla non puntualità degli enti pubblici: «In questi giorni - aveva dichiarato alla Gazzetta la vicepresidente Cristina Rossi - si è già dato corso al pagamento di parte degli stipendi di dicembre 2017, mentre il saldo degli stessi avverrà entro i primi 10 giorni di febbraio. Il lieve ritardo nel pagamento degli stipendi è dovuto al rallentamento nell’incasso delle spettanze da parte degli enti pubblici con cui abitualmente opera la cooperativa, in conseguenza alla chiusura delle tesorerie coincidente con la fine dell’esercizio 2017».

Al momento però, riferisce il sindacato, anche degli acconti c’è solo qualche sparuta traccia. «L’anticipo del 35% sulla busta paga di dicembre è stato versato solo ad alcuni con il cognome che inizia con la lettera A. Probabilmente stavano procedendo al saldo in ordine alfabetico ma si sono fermati quasi subito. E non sono stati accreditati neppure i rimborsi chilometrici per gli spostamenti di lavoro che i dipendenti pagano di tasca propria» riferisce Chittolini dopo aver incontrato i lavoratori.

Su quell’acconto di circa 300 euro molti di loro contavano per far fronte alle mille spese che accompagnano ogni inizio d’anno: «Ricordo - aggiunge la sindacalista - che molti hanno famiglie da mantenere e rate del mutuo da pagare. Inoltre si tratta di un lavoro impegnativo e di responsabilità che spesso li vede operare su più strutture».

La segretaria della Cisl Fp non nasconde che la «tensione tra i dipendenti sta salendo» e che sono intenzionati anche a chiedere un incontro con il prefetto di Mantova Sandro Lombardi per denunciare la loro situazione. (m.v.)
 

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