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Volta, l’ora di Reni A processo spiega gli atti contestati

Nuova udienza in tribunale per Enzo Reni, ottantanove anni, ex titolare dell’azienda di lavorazione del legno di Volta Mantovana, a processo per aver emesso una fattura riferita ad un’operazione...

Nuova udienza in tribunale per Enzo Reni, ottantanove anni, ex titolare dell’azienda di lavorazione del legno di Volta Mantovana, a processo per aver emesso una fattura riferita ad un’operazione inesistente. Una fattura di cinquecentotrentamila euro per l’acquisto di un macchinario che, secondo la Guardia di Finanza di Mantova, non esiste. Questa presunta falsa fattura, secondo l’accusa, avrebbe permesso all’ex imprenditore di accedere ai fondi regionali per il sostegno delle imprese e ottenere un finanziamento di due milioni di euro. Una manovra avvenuta nel 2010 ma che non ha evitato alla società il concordato e quindi la vendita dei beni. Ieri mattina davanti al collegio di giudici, presieduto da Enzo Rosina, oltre al finanziere che ha effettuato l’indagine, ha parlato anche Enzo Reni. Al centro dell’attenzione due mail che, all’epoca dei fatti, sono intercorse tra il commercialista dell’imprenditore e quello della ditta Filippi legnami di Bergamo. Missive con le quali le due aziende si sarebbero accordate per modificare le fatture relative all’acquisto del macchinario che l’azienda bergamasca avrebbe venduto alla Reni.

«Di quelle mail non so nulla - ha dichiarato ai giudici l’imprenditore –. La parte contabile veniva seguita dal mio commercialista. Io - ha aggiunto Reni - ho acquistato quel macchinario per tornare ad essere competitivo». Al termine della sua deposizione, i giudici hanno rinviato l’udienza al 14 giugno prossimo. In quell’occasione saranno sentiti i commercialisti di entrambe le aziende, e probabilmente vi sarà anche la sentenza.

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