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Cadute dalle scale al Poma: assenze per 1.300 giorni

Infortuni in ospedale. Via alla campagna informativa con i manifesti: «Non correre e usa il corrimano»

MANTOVA. In ospedale un infortunio sul lavoro ogni due giorni: 180 in un anno, con più del 16% (una trentina) causato da scivolate nei corridoi e cadute dalle scale.

Ed è proprio il capitombolo sui gradini una tra le prime cause di assenza prolungata dei dipendenti dell’azienda socio-sanitaria di Mantova, che si traduce in 1.300 giorni di lavoro in meno in un anno.

Praticamente è come se al lavoro mancassero sempre quattro dipendenti.

Per il resto, nella classifica degli infortuni nelle corsie degli ospedali che fanno capo all’Asst Carlo Poma al primo posto ci sono tagli, abrasioni e punture da aghi (che rappresentano quasi la metà del totale), ma in questi casi di solito non sono necessari giorni di assenza e il tutto si risolve velocemente con una medicazione o con analisi periodiche per valutare eventuali infezioni.

È il quadro che emerge dalle ultime rilevazioni eseguite dal servizio di prevenzione e protezione dell’ente sanitario di strada Lago Paiolo.

Ed è proprio partendo dall’elevato numero degli infortuni da scivolate e cadute dalle scale che il Poma ha deciso di lanciare una campagna informativa attraverso duecento manifesti che saranno affissi in prossimità delle rampe nei presidi di Mantova, Asola, Pieve di Coriano, Rems di Castiglione delle Stiviere e ai poliambultori di via Trento.

Un messaggio immediato che mette in guardia chi sta per affrontare le scale di un ospedale mantovano: “Non correre sui gradini, tieniti al corrimano: la prudenza è un’assicurazione gratuita”.

«Sembra banale – spiega Alberto Tieghi, responsabile del servizio prevenzione e protezione dell’Asst – ma la principale causa di caduta in ospedale è proprio rappresentata da un comportamento scorretto nell’affrontare le scale. Il messaggio è rivolto sia ai dipendenti che ai pazienti e ai visitatori. Tra i casi registrati abbiamo riscontrato che alcune persone cadute a terra erano intente a parlare al cellulare oppure non si erano appoggiate al corrimano».

Nell’ultimo anno, infatti, almeno una decina di cadute ha coinvolto anche pazienti e visitatori, ma il dato è sicuramente sottostimato perché mentre il lavoratore denuncia sempre l’infortunio, negli altri casi non sempre è così.

L’ospedale è ovviamente assicurato nei confronti dei danni provocati a terzi, ma chi chiede un risarcimento deve dimostrare che non ci sia stata da parte sua negligenza, imperizia o distrazione.

D’altro canto all’Asst fanno sapere che le verifiche su scale e corrimano avvengono con una certa periodicità, anche con ispezioni da parte degli organi di controllo.

«L’invito – prosegue Tieghi – è quello di adottare la massima prudenza, anche perché nella maggior parte dei casi è la fretta a far mettere il piede in fallo. Ci sono situazioni in cui il paziente va di corsa perché è in ritardo per un appuntamento o per un esame, ma va messa in conto anche la più generale “ansia da ospedale”. Inoltre, c’è da dire che l’attività sanitaria coincide con quella delle pulizie e non può essere separata. Ovviamente il pavimento bagnato o lucidato viene sempre segnalato con i pannelli gialli».


 

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