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Treni per Monselice: caccia all’alternativa

Ennesimo tentativo: per togliere i passaggi a livello riecco l’ipotesi della bretella Gazzo-Sant’Antonio

Via i binari della Mantova-Monselice e, di conseguenza, via anche i passaggi a livello di viale Oslavia e di Porta Cerese in città, solo croci e niente delizie per gli automobilisti mantovani. L’annuncio è arrivato dal sindaco Mattia Palazzi che domani si appresta ad incontrare Rfi, disponibile e con i soldi già pronti (ben 180 milioni di euro), dice lui, a risolvere un problema vecchio di 40 anni. Come, il primo cittadino si mantiene ermetico: «Prima voglio confrontarmi con Rete ferroviaria italiana» si schermisce temendo che una parola di troppo su una soluzione piuttosto che su un’altra possa compromettere il dialogo.

Eppure eliminare la cintura di binari che stringe la città a sud, e cioè la linea Mantova–Monselice, significa costruire un pezzo di ferrovia altrove per dirottare qui i convogli che non passerebbero più accanto a Palazzo Te nella loro corsa verso la stazione di piazza don Leoni da un lato oppure verso Nogara dall’altro. Eliminare quei binari significherebbe costruire una bretella che unisca la Mantova-Monselice tra Gazzo Bigarello e Castel d’Ario alla Mantova-Verona, tra Roverbella e Sant’Antonio. Era questa, infatti, una proposta lanciata a fine anni 90 dagli allora comitati civici che si erano conquistati un seggio in consiglio comunale e poi fatta propria dall’amministrazione Burchiellaro nel 2000.

Si tratterebbe di un nuovo binario di circa 8 chilometri che consentirebbe di deviare tutto il traffico merci, in entrata e in uscita da Mantova, sulla linea per Verona, evitando il transito dei treni nei centri abitati di Cittadella e di Gambarara. Frassino diventerebbe una stazione di testa attraverso la quale dovrebbe passare tutto il traffico merci proveniente da nord e sud e diretto verso Valdaro, oltre che quello passeggeri da e per Monselice. Il problema è convincere i Comuni che sarebbero attraversati dalla bretella a dare l’ok.

Anni fa arrivò un no secco a questa ipotesi e tutto si fermò. Che sia, adesso, la volta buona? Difficile dirlo. Osserviamo che nel 1885, quando la linea Mantova-Monselice fu costruita, ci fu il tentativo, allora riuscito, di evitare che la ferrovia deviasse verso Sant’Antonio in modo da attraversare i terreni del latifondista barone Franchetti. Negli anni 70 del 900 il compartimento di Verona aveva inserito nei suoi programmi pluriennali il collegamento tra la Mantova-Monselice e la Mantova-Verona da Gazzo a Sant’Antonio, salvo poi lasciare tutto sulla carta visti i costi esorbitanti. (Sa.Mor.)

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