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scontro in aula

Aumenta la tassa rifiuti. È bagarre in consiglio a San Benedetto

Le cause, il calo delle utenze e la crescita dell’indifferenziato. Consenso Civico e San Benedetto in Movimento all’attacco. «Dato preoccupante»

SAN BENEDETTO PO. Il mantenimento per il 2018 delle aliquote tributarie per l’addizionale Irpef, Imu e Tasi ma con l’aumento di circa l’8% della Tari (tassa rifiuti) sono alcune delle voci del bilancio di previsione 2018/2020, approvato a maggioranza nel consiglio del 6 febbraio.

Il sindaco Roberto Lasagna, illustrando il piano, ne ha messo in risalto i punti qualificanti. Se da un lato nel bilancio sono venuti a mancare 68mila euro del fondo di solidarietà, ulteriormente tagliati dallo Stato, dall’altro si è potuto contare sul conto energia che ha portato nelle casse del Comune 60.934 euro netti dal teleriscaldamento e 425mila euro dal fotovoltaico, da cui però vanno tolti spese per il mutuo e la manutenzione.

Cifre che mettono in luce come le scelte politiche dell’attuale e precedente amministrazione stiano dando risultati di sostenibilità economica oltre che un miglioramento ambientale. Per mantenere i servizi si è operata anche una razionalizzazione della spesa, come la sospensione di una rata di ammortamento dei mutui della Cassa Depositi e Prestiti pari a 136.020 euro con un rimborso in dieci rate a partire dal 1° gennaio 2019.

I tagli di spesa non toccano comunque i bisogni delle persone, poiché sono stati mantenuti tutti gli importi destinati al fondo sociale, all’asilo nido, alle scuole. C’è stata invece la necessità di aumentare la Tari, il cui piano finanziario è coperto esclusivamente dagli utenti del servizio.

Lasagna, dopo aver rilevato l’efficienza del porta a porta misto, che ha portato la differenziazione all’83%, ha spiegato le ragioni dell’aumento. Se in un'ottica di sviluppo sono state mantenute le agevolazioni per le nuove attività, ad incidere negativamente sono la diminuzione delle utenze (meno 177 abitanti nel solo 2017) e la crescita dell’indifferenziato, dovuta al turismo dei rifiuti, che comporta l’abbandono di ogni genere di immondizia soprattutto lungo gli argini, ma talvolta anche a fianco degli stessi cassonetti. Responsabili per il 45% persone di altri comuni.

L’amministrazione si è attivata per intervenire su questa grave forma di vandalismo perché lo smaltimento comporta un aggravio di spesa per tutti i cittadini. Come ha spiegato l’assessore all’ambiente Antonio Bernardelli, oltre a continuare i controlli con l’ausilio di foto-trappole, con l’impiego della polizia locale e con il contributo dell’associazione di volontariato BorgoVerde, la giunta ha l’intenzione di usare le sanzioni, portandole anche al livello più elevato.

Pastacci per Consenso Civico ha definito i dati preoccupanti, chiedendo che il piano finanziario sia oggetto di un confronto più approfondito con Aprica. Anche Mazzali di San Benedetto in Movimento si è detto preoccupato per la tariffa troppo alta. Le due minoranze hanno espresso voto contrario.


 

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