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Il Popolo della Famiglia :«In difesa della tradizione»

Il movimento debutta a Mantova con Esposito alla Camera e Marcazzan al Senato. «Reddito di maternità da mille euro al mese e meno tasse a chi fa più figli»

MANTOVA Una sfida alla vecchia politica utilizzando i valori della tradizione, ritenuti in grado di costruire un futuro vero per il nostro Paese. Le liste de “Il Popolo della famiglia”, il movimento promosso da Mario Adinolfi appena due anni fa, fanno la loro comparsa elettorale nel Mantovano. Massimiliano Esposito, 33 anni di origini napoletane, corre per Montecitorio sia all’uninominale (Mantova) che nel proporzionale. Altrettanto fa l’ex sindaco di Goito Pietro Marcazzan. Per entrambi l’origine politica è nell’Udc, abbandonata a favore del movimento familista. Poche o nulle le possibilità di elezione anche se non vanno sottovalutate le quasi 1.200 firme di presentazione raccolte per Camera e Senato.

Cresciuto a Scampìa, nei luoghi della Gomorra di Roberto Saviano, Esposito è odontotecnico. Durante gli anni nell’Esercito ha assunto l’abilitazione ad infermiere ed è stato con la sua ambulanza il primo ad accorrere nel 2003 sul luogo della strage di Nassiriya, in Iraq. Oggi è collaboratore scolastico a Cavriana, è sposato e ha due figlie: Chiara, 7 anni e Serena di 3.

«Sin dal 2005 mi sono avvicinato all’Udc – spiega –. Nel 2008 mi sono trasferito nel Mantovano ed ho seguito le campagne elettorali di Marcazzan, oltre ad essere referente provinciale giovanile. Mi sono staccato dal partito nel 2014 dopo il voto sulle unioni civili». Un voto cruciale che ha portato al centro del dibattito politico il tema della famiglia. In una polarizzazione dalla quale è nato il Popolo della famiglia (Pdf). «Quello è stato lo spartiacque – conferma –. Noi crediamo che la cura e la tutela della famiglia significhi creare una società più giusta, che superi i vecchi schemi politici fra destra e sinistra. Che dia spazio a uomini e donne. Una cultura della vita e non della morte».

Se tutti i partiti parlano della famiglia, per il Pdf il tema è più che mai al centro del programma. A ribadirlo Pietro Marcazzan, 57 anni, insegnante di inglese al Pitentino, nato politicamente nell’ex Dc, sindaco di Goito fra il 1998 e il 2007, eletto alla Camera nel 2006 e subentrato 2010; infine candidato alle Regionali(2010) e Provinciali (2011). Un’esperienza di tutto rispetto «superiore a quella di Di Maio» scherza lui. «Poche chance di elezione? –dice –. Se ci si candidasse con la certezza di essere eletti si perderebbe l’idealità della proposta politica. Poi non sono sicuro che i sondaggisti siano così attenti. La nostra è una proposta nuova, siamo Popolo della famiglia, ma anche Popolo del futuro che si oppone a chi parla solo alla pancia. Magari ci sarà qualche sorpresa da parte della maggioranza silenziosa».

Per Marcazzan serve dare un futuro ai giovani «e tornare a scuola me lo ha confermato – conclude –. Io dico sempre che i conservatori coerenti sono i progressisti più radicale, rivoluzionari. Per questo nel nostro programma abbiamo il reddito di maternità, mille euro al mese alle donne che si occupano dei figli, partita Iva alla famiglia e meno tasse con l’aumentare dei figli».
 

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