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Mariana, undici clandestini nella fabbrica di calze. Arrestato il titolare

Nuovo blitz dei carabinieri in un laboratorio cinese. Capannone sequestrato, scattano sanzioni per 40mila euro

MARIANA MANTOVANA. La cadenza ormai è quasi settimanale, in buona parte concentrata nell’Alto Mantovano, nel distretto della calza. Nuovo blitz dei carabinieri, il 7 febbraio, in un laboratorio tessile gestito da un imprenditore cinese. Stavolta a Mariana Mantovana, in una piccola impresa che si reggeva per intero sulla manodopera clandestina: undici gli operai, uomini e donne, assunti in modo irregolare e trovati al lavoro durante l’incursione delle forze dell’ordine.

Verificate anche numerose violazioni relative all’igiene e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il capannone è stato messo sotto sequestro e l’imprenditore, Bi Wu Xiu, 47enne cinese, è stato arrestato per sfruttamento di manodopera clandestina. A carico dell’azienda anche una lunga serie di contestazioni relative a violazioni amministrative che si sono tradotte in sanzioni per quasi 40mila euro.

Il blitz è avvenuto martedì mattina in via Ventura, in un laboratorio – la ditta si chiama Zhu Cayue – che completava la confezione delle calze con la cucitura. Era la prima volta che l’attività del laboratorio incappava in un controllo. Quello che ne è uscito è il solito repertorio: operai senza permesso di soggiorno e senza contratto, condizioni di lavoro da schiavi del terzo millennio, con tanto di posti letto improvvisati a pochi metri dalle macchine tessili.

All’operazione, diretta dal comandante della compagnia carabinieri di Viadana, capitano Gabriele Schiaffini, hanno partecipato militari di Castiglione delle Stiviere e dell’Ispettorato del lavoro di Mantova, coordinati dalla dirigente dell’ispettorato territoriale. In più c’era personale di Asola dell’Azienda territoriale sanitaria e dell’ufficio tecnico del comune di Mariana.

Le forze dell’ordine hanno avviato le procedure per l’espulsione dei clandestini, tutti provenienti da regioni della Cina. L’arrestato è stato accompagnato in carcere a Mantova in attesa del processo. Ora le indagini continuano per identificare le aziende che si servivano del laboratorio di Bi Wu Xiu, contro le quali potrebbero scattare provvedimenti. Il comandante provinciale dei carabinieri Fabio Federici ha espresso apprezzamento ai militari per l’operazione.
 

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