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«Mi disse: nella Rsa mi picchiano»

Revere. Anziano morto alla casa di riposo: le parole della moglie al processo

REVERE. Nuova udienza, ieri mattina, del processo che vede sul banco degli imputati i vertici della società Sereni Orizzonti, che fine all’ottobre del 2016 ha gestito la casa di riposo di Revere. Si tratta di Valentino Bortolucci, legale rappresentante della società e Franca Altamura, direttore generale delegato della residenza sanitaria. A questi si aggiunge l’ allora direttore sanitario Giovanni Bodo Corona.

Sono tutti accusati di omicidio colposo per la morte dell’85enne Ernesto Tellini, precipitato dalla finestra della sua stanza, da un’altezza di quasi quattro metri e poi deceduto. La prima, nella tarda mattinata di ieri, a salire sul banco dei testimoni è stata la moglie della vittima, Bianca Dolci di 84 anni. Con grande lucidità ha ripercorso la storia clinica del marito dal momento in cui ha sviluppato l’Alzheimer. La malattia ad un certo punto ha reso impossibile la convivenza in casa e quindi, dopo un ricovero al Poma, era stato trasferito a Villa al Lago. In quella struttura non c’è rimasto a lungo. La moglie ha raccontato al giudice che gli operatori lo avevano definito “ingestibile”. Da qui la decisione di trasferirlo alla casa di riposo di Revere, dov’è rimasto per due anni. «Mi scambiava per la sua mamma e continuava a dirmi che non voleva più rimanere a Revere perché lo picchiavano. In più, una volta, facendomi vedere la finestra aveva manifestato l’intenzione di buttarsi nel vuoto. In due anni, da grande e grosso che, era diventato trenta chili. Aveva ecchimosi ovunque e Altamura mi diceva che se le era fatte cadendo».

Ha poi parlato la figliastra che dopo la morte dell’anziano genitore aveva presentato un esposto all’Ats, nel quale denunciava una serie di irregolarità. A seguito di quell’esposto gli ispettori avevano effettuato accertamenti sia sulla struttura che sull’assistenza fornita agli ospiti: quest’ultima era risultata particolarmente carente. Gli organi di controllo avevano evidenziato gravi irregolarità sia nella custodia dell’ospite che nella somministrazione dei farmaci che gli erano stati prescritti. Prima di cadere nel vuoto, Tellini era riuscito a fuggire dalla casa di riposo due volte e per due volte si era ferito. Durante il ricovero all’ospedale di Pieve di Coriano i medici avevano prescritto alcuni farmaci salvavita che, stando alla testimonianza della funzionaria dell’Ats, non sono ma stati dati all’anziano. Carenze sono state rilevate anche nella documentazione medica.

Tellini aveva una stanza tutta per sé e quel giorno - era il 28 febbraio 2015 - aveva scavalcato la finestra forse per tentare l’ennesima fuga servendosi del canale di gronda. Ma è caduto battendo la testa. A ritrovarlo sui gradini d’ingresso un infermiere. Ma era troppo tardi.

Alla prossima udienza fissata per il 21 marzo prossimo saranno sentiti i consulenti e gli imputati. (gol)

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