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Scuole a Mantova, la classe prima in bilico a Cittadella e perde alunni pure l’Alberti

Le famiglie della periferia scelgono per i loro figli le scuole con meno stranieri. Il preside: «Anche i genitori immigrati vogliono gli istituti con più italiani»

MANTOVA. La scuola elementare Tazzoli di Cittadella rischia di rimanere, il prossimo anno scolastico, senza la classe prima. Le iscrizioni arrivate in queste settimane arrivano a limite del numero minimo consentito dalle norme per formare una classe. «Credo riusciremo a farcela - spiega il dirigente del comprensivo Levi, di cui la Tazzoli fa parte, Roberto Archi - certo abbiamo la sensazione di essere appesi ad un filo. Il che è paradossale, se si pensa che nel bacino di utenza della Tazzoli, i quartieri della periferia nord, i bambini che frequentano l’ultimo anno di materna sono molte decine. Lo so bene perché si tratta della materna Pacchioni, che è nel nostro comprensivo».

I segnali di allarme sull’andamento della scuola elementare di Cittadella erano già apparsi negli anni passati. Dai quartieri di Cittadella, Colle Aperto, Ponte Rosso e Gambarara è da tempo in corso una fuga di iscrizioni verso altre scuole elementari di città (ad esempio la Pomponazzo, che fa sempre parte del comprensivo diretto da Archi) e in quella del comprensivo di Porto Mantovano. Senza troppi giri di parole, la causa della fuga è legato alla nazionalità: sono soprattutto le famiglie italiane a portare i propri ragazzi in altre scuole. Basta pensare alla discussione nata in quartiere quando si apprese che in una classe della scuola elementare c’erano soltanto due bimbi italiani.

Ma, spiega il preside Archi, ora c’è un fenomeno del tutto nuovo. «Sono gli stessi stranieri che iniziano a iscrivere i figli in istituti dove reputano ci siano, perdoni la ripetizione, meno stranieri - dice Archi - Succede alla Tazzoli, dove c’era un potenziale di decine di nuovi iscritti, ma, per la prima volta, succede anche alla scuola media del nostro comprensivo, l’Alberti».

L’Alberti di piazza Seminario, l’unica media ad avere l’indirizzo musicale, raccoglie storicamente i bambini di una bella fetta di centro storico, di Lunetta e in parte di Cittadella. «Ma per la prima volta abbiamo diversi alunni stranieri della elementare di Lunetta, l’Allende, che verranno iscritti alla Sacchi o alla Bertazzolo - riferisce il preside - e i genitori spiegano che all’Alberti ci sono “troppi stranieri”». L’Alberti in ogni caso, con i suoi settanta e passa iscritti , riuscirà a mantenere l’attuale numero di prime . Saranno meno affollate, ma questo è un elemento tutto sommato positivo. Resta il problema più generale della fuga verso altri istituti (che non si pone per le materne e per la Pomponazzo). Nel caso della Tazzoli, il rischio è che si decida di formare una multiclasse che assembli ragazzini di prima con ragazzini di seconda. Una soluzione già praticata altrove e che non compromette la formazione dei ragazzi, ma che di certo comporterebbe dei problemi. Il bacino d’utenza del comprensivo Levi (il Mantova 1) comprende quartieri con alte percentuali di residenti stranieri. Una pluralità di nazionalità. La maggior parte di questi ragazzini, tuttavia, è nata in Italia o comunque abita nel nostro Paese da età tenerissima.
 

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