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Un votante su 4 all’estero Avvisi fino alla Patagonia

Carbonara e Borgofranco verso il referendum sulla fusione tra i due Comuni Record di residenti in altri Paesi per effetto dell’emigrazione: partite 470 lettere

CARBONARA-BORGOFRANCO. Domenica i cittadini di Carbonara di Po e Borgofranco sul Po decideranno se fondersi in un unico Comune. Si tratta della quinta proposta di fusione nel Mantovano, ma la prima, a livello regionale, con la nuova legge che assegna alle amministrazioni il compito di condurre in porto il processo di aggregazione, che poi la Regione ratificherà. Oltre a fare da apripista lombardo, il voto a Carbonara e Borgofranco ha anche un’altra particolarità: il record di residenti all’estero con quasi 500 elettori su poco più di duemila che per esercitare il proprio diritto dovranno rientrare nei confini italiani.

Effetto delle emigrazioni di fine ’800 e dei primi decenni del XX secolo, la presenza di nipoti e pronipoti di persone nate nel Destra Secchia è molto nutrita nei paesi del Sud America, con Magnacavallo capitale dell’emigrazione con tanto di statua in paese e museo dedicato. L’attaccamento dei discendenti alle radici fa sì che molti ancora oggi, chiedano ed ottengano di aggiungere la cittadinanza italiana che consente vantaggi nel proprio paese. Con un effetto moltiplicatore per cui, visto che la legge non distingue fra cittadini italiani temporaneamente all’estero e figli di immigrati, le liste elettorali si “gonfiano”. Al punto che a Borgofranco ci sono più elettori (890) che abitanti (760) mentre a Carbonara quasi si eguagliano (1.129 elettori e 1.260 abitanti). «Abbiamo dovuto spedire quasi 500 lettere – spiegano agli uffici – lavorando settimane per raggiungere ai quattro capi della terra i residenti all’estero». Dall’Australia, al Brasile, sino alla Patagonia le lettere partite dai due piccoli comuni hanno viaggiato tutto il mondo e dovranno essere replicate per le Regionali del 4 marzo (per le Politiche c’è il voto all’estero).

Una volta compiuto l’iter per portare al referendum, rimane qualche incognita sui tempi del dopo voto, nel caso la fusione passasse. La Regione è a scadenza e sarà il nuovo esecutivo che emergerà dopo il 4 marzo a dover approvare l'eventuale unificazione. Successivamente il nuovo ente nato andrà alle elezioni amministrative, la giunta di Borgofranco arriva a scadenza naturale, mentre quella di Carbonara decadrebbe con un anno di anticipo. Nel periodo ponte il nuovo Comune sarebbe retto da un commissario prefettizio. Il percorso era iniziato il 28 di settembre, con l'approvazione della richiesta di fusione, avvenuta in contemporanea nei due consigli comunali. Nei due mesi successivi ci sono stati 8 momenti di confronto e coinvolgimento della popolazione che ha anche presentato alcune. L’ultimo appena pochi giorni fa.

(ha collab. Giorgio Pinotti)

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