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ASOLA

A processo per furto di energia elettrica. Ma l’errore è di Enel

Il 9 febbraio sul banco dei testimoni è salito un funzionario dell’Enel, che ha spiegato al giudice come sono andate le cose. «Siamo intervenuti il 9 luglio 2014 per capire come mai una fornitura cessata nel maggio del 2011 continuava ad erogare energia. E dal controllo abbiamo accertato che non c’era stata alcuna manomissione. Si è trattato di un guasto che ha impedito il blocco del contatore»

ASOLA. I padroni di casa lasciano l’appartamento che hanno in affitto per andare ad abitare altrove e disdettano il contratto con l’Enel per la fornitura di energia elettrica. L’azienda, a sua volta, con un procedimento elettronico a distanza disattiva il contatore. Ma qualcosa non funziona. L’interruttore non si abbassa e il flusso di corrente non si interrompe. L’Enel se ne accorge, ma solo quattro anni dopo. E quando se ne accorge a rimetterci è l’inquilino, denunciato dai carabinieri per furto aggravato.

Il 9 febbraio sul banco dei testimoni è salito un funzionario dell’Enel, che ha spiegato al giudice come sono andate le cose. «Siamo intervenuti il 9 luglio 2014 per capire come mai una fornitura cessata nel maggio del 2011 continuava ad erogare energia. E dal controllo abbiamo accertato che non c’era stata alcuna manomissione. Si è trattato di un guasto che ha impedito il blocco del contatore». E come hanno fatto i tecnici dell’Enel capire a quale appartamento, poi risultato deserto, corrispondeva il contatore? Molto semplicemente suonando i campanelli. Togliendo corrente un unico campanello non ha suonato. «È stato un nostro errore», dice l’Enel, ma intanto una persona è ancora a processo.(gol)


 

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