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Furgone in fiamme. La pista va a Cutro

No comment del proprietario che trasporta biancheria. Gli investigatori non hanno dubbi: è un atto intimidatorio

MANTOVA. A certificare che non si tratta di un’autocombustione o di un generico incidente c’è lo straccio imbevuto di benzina trovato accanto al camion. Stavolta non ci prova nemmeno il proprietario a fugare i sospetti, trincerandosi dietro un secco no comment che dice molto di più di quelle tre sillabe. E’ di origine dolosa, senza dubbio, l’incendio che l’altra sera è stato appiccato al furgone in sosta nel parcheggio di viale Europa, in zona Torrette.Di poco conto i danni: soltanto una ruota. E secondo gli investigatori di via Chiassi, che si stanno occupando dell’episodio, non si è trattato di un caso.

Se il piromane avesse voluto distruggere completamente il furgone, adibito al trasporto della biancheria per alberghi e ristoranti, avrebbe appiccato il fuoco nella cabina, da dove le fiamme si sarebbero propagate in maniera più devastante. La scelta della ruota come obiettivo, fa pensare che si sia trattato o di una bravata, ipotesi che al momento non si può del tutto scartare, o di un avvertimento.

Un’ipotesi, questa, che non può non portare i carabinieri del nucleo investigativo al modus operandi della criminalità che fa capo alla ’ndrangheta. Il linguaggio del fuoco: minaccia, ritorsione o, anche, primo, blando consiglio, rivolto a chi sa interpretarlo. Come il proprietario del furgone. Si chiama Salvatore Paolo Sergio, 52 anni, di Cutro, residente da anni a Castel d’Ario L’uomo è titolare dell’omonima impresa di autotrasporti per conto terzi, e si occupa principalmente del trasporto della biancheria per grosse strutture. La sede legale della società, attiva dal 2002, è a Cutro, ma ha una sede “secondaria” anche a Castel d’Ario, in via Lavagnini. Sergio ha acquistato il furgone lo scorso ottobre da una lavanderia di Soliera, la Baldini. Contattati al telefono, confermano di essere a conoscenza dell’incendio, di cui però non sanno nulla, se non che i danni sono stati irrisori. Si trincera invece nel silenzio il nuovo proprietario.

È stato chiamato l’altra sera poco prima delle 23 dopo l’allarme scattato nel parcheggio, quando è stato visto il fumo nero alzarsi dallo pneumatico posteriore destro del furgone con la scritta “lavanderia”. Per i vigili del fuoco non è stato difficile spegnere il fuoco, un intervento di pochi minuti. A far alzare il livello dell’allarme lo straccio imbevuto di liquido infiammabile, p robabilmente benzina, trovato accanto al furgone.

Difficile che il piromane loabbia dimenticato. (r.c.)


 

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