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PORTO MANTOVANO

Partorita e morta in casa: resta il mistero

Per avere risposte si aspettano le indagini e l’autopsia. Da sciogliere il nodo del decesso. Comunità sotto choc

PORTO MANTOVANO. Bisognerà attendere i prossimi giorni per capire qualcosa di più della tragedia di Porto Mantovano, dove nel primo pomeriggio di venerdì 9 febbraio un equipaggio sanitario del 118, giunto in un’abitazione per soccorrere una ragazzina di 17 anni che aveva un’emorragia post-parto, ha trovato in una stanza attigua a quella in cui si trovavano la ragazza e i parenti il corpo senza vita della neonata. Una situazione che ha lasciato l’équipe sanitaria sotto choc: medico rianimatore e sanitari della Croce Verde hanno subito dato l’allarme con la chiamata ai carabinieri.

Bisognerà attendere, dunque, perché le spiegazioni a questa grande tragedia possono essere tante, e le nebbie si potranno diradare solamente attraverso i racconti della ragazzina e dei suoi parenti e dopo il probabile esame autoptico sul corpo della piccola per accertarne le cause di morte. Ma l’autopsia, almeno fino a sabato  10 febbraio, non era ancora stata disposta dalla magistratura, che era in attesa di una relazione dei fatti da parte degli inquirenti.

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L’autopsia dovrà sciogliere soprattutto questo dubbio: di che cosa è morta la piccola? È venuta al mondo già priva di vita o il decesso è avvenuto dopo che aveva cominciato a respirare e a vivere? E per una patologia o per altra causa?

È il quesito fondamentale, per l’accertamento di eventuali responsabilità sotto il profilo penale. Un quesito che si sposa con l’altra grande domanda che per il momento resta senza risposta: perché il parto è avvenuto in casa e non in ospedale, e perché la chiamata al 118 è arrivata solo diverse ore dopo che il parto era avvenuto?
Auto dei carabinieri davanti...
Auto dei carabinieri davanti all’ingresso del pronto soccorso

Ai soccorritori che si sono presentati nell’abitazione è stata indicata dai parenti solo la ragazzina, che aveva una piccola emorragia, mentre la neonata si trovava in un’altra stanza, sopra un piumone, e il suo cuore purtroppo non batteva già più. Solo alla domanda «Dov’è il bimbo o la bimba?», è stata data una risposta. I parenti (il padre e la sua compagna, e la nonna della ragazzina), che pure avevano provveduto a separare la bimba dalla madre, sembravano aver totalmente rimosso dalla mente il fatto che ci fosse una neonata, appena partorita dalla 17enne, e morta. «Noi non sapevamo niente della gravidanza» avrebbero detto ai soccorritori.

Molti dettagli emersi a poco a poco sulla vicenda sembrano dipingere nell’insieme il quadro di una gravidanza non voluta, e quindi in qualche modo nascosta, cancellata anche dalla mente. Ma solamente le indagini della magistratura, con la collaborazione dei carabinieri, potranno dire qualcosa di definitivo. La 17enne resta ricoverata al Poma: le condizioni sono buone. Il piccolo corpicino si trova da venerdì 9 febbraio sera nelle camere mortuarie dell’ospedale Carlo Poma. Già lunedì 12 ci si aspetta che dalla procura possa arrivare qualche indicazione.

Detto questo, resta solo il dolore ammutolito con il quale tutti hanno accolto la terribile notizia. Dalla comunità di Porto Mantovano, dove la diciassettenne è cresciuta, fino a quella di Mantova, dove la ragazzina ha studiato fino a pochi mesi fa in uno degli istituti superiori della città.
 

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