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Il candidato del centrodestra Fontana: «Più risorse con l’autonomia»

Dagli imprenditori di Confartigianato sos su sicurezza e burocrazia

MANTOVA. I dubbi sui tempi del completamento della ricostruzione di quanto demolito dal terremoto del 2012, i forti limiti della rete stradale attorno alla città e in provincia, le lungaggini della burocrazia (statale e regionale) che mettono i bastoni tra le ruote alle piccole e medie imprese impegnate a risollevare un economia durante provata dalla crisi. E poi la sicurezza, non solo intesa come difesa dalla criminalità organizzata ormai infiltrata anche dalle nostre parti, ma anche da quella microcriminalità che si infila nelle nostre case e nelle aziende con sempre maggior frequenza.

Sono alcune delle questioni sollevate dai rappresentanti delle diverse categorie artigianali nel corso dell’incontro con il candidato del Centrodestra alla presidenza della Lombardia, Attilio Fontana, da Confartigianato. L’incontro, introdotto dal presidente Lorenzo Capelli, è stato una delle tappe della giornata passata dal candidato nel Mantovano. Fontana ha visitato la Latteria sociale Gonfo a Motteggiana, l’azienda Coplant di Canneto e l’ospedale di Asola. Nel pomeriggio si è incontrato con amministratori locali a Guidizzolo.

Sul tema della sicurezza Fontana è stato esplicito. «Ci sono zone del territorio - ha affermato - ormai non più sotto il controllo delle istituzioni. Non voglio speculare sulla paura, ma indubbiamente non va sottovalutata la situazione». Rispondendo a un artigiano, che gli si è avvicinato al termine dell’incontro, Fontana ha anche parlato di «centomila clandestini in Lombardia ai quali è stata negato l’asilo e che devono quindi tornare a casa».

Fontana ha poi spiegato che su problemi ferroviari e infrastrutturali «i problemi non sono soltanto qui, purtroppo. Le vere risposte arriveranno quando applicheremo l’autonomia e potremo quindi disporre di risorse maggiori e subito disponibili. Anche per sostenere le medie e piccole imprese». Sulle lungaggini della burocrazia ha spiegato che «sono anche dovute ai timori dei dirigenti della Regione per i continui interventi di magistratura e Corte dei Conti. Situazione comprensibile ma inaccettabile».(nico)


 

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