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Altri problemi con gli stipendi. Da domani sciopero alla Lvt

Cgil e Uil hanno proclamato un pacchetto di 16 ore di astensione dal lavoro. La Cisl non parteciperà In arretrato cinque mensilità. I sindacati: la direzione vuole dare solo il residuo della tredicesima 2016

CASTEL GOFFREDO. «Non ne possiamo più». I lavoratori del calzificio Lvt di Castel Goffredo scelgono la linea dura dopo che l’azienda ha deciso di far slittare ancora, tra la fine di febbraio e i primi di marzo, il pagamento dello stipendio arretrato di settembre 2017 e di versare solo il 25% del residuo della tredicesima 2016. Per questo la rsu e i sindacati Filctem-Cgil e Uiltec Uil hanno proclamato un pacchetto di 16 ore di sciopero nei due siti di viale Avis e di via Gran Bretagna.

Già decise le giornate e le modalità della protesta, da cui si è dissociata la Femca-Cisl. Si comincerà domani con l’astensione dal lavoro nelle ultime quattro ore del turno; lunedì prossimo si proseguirà con lo sciopero di otto ore (l’intera giornata), che sarà anche il momento-clou della protesta: dalle 8 alle 10, infatti, di fronte alla sede centrale di viale Avis si terrà un presidio dei lavoratori. Le ultime quattro ore di sciopero saranno mercoledì 21.

La risposta dura delle maestranze all’azienda è stata causata dalla «totale disattesa - si legge in un comunicato delle organizzazioni sindacali - del nostro invito a provvedere al pagamento degli stipendi di settembre 2017 dal 12 febbraio, questo per evitare ulteriori slittamenti e di aumentare il peso dei mesi arretrati scivolando nel mese di marzo».

La risposta della direzione di Lvt di pagare in febbraio «solo il 25% del residuo della tredicesima 2016» e di far slittare la mensilità «tra il 27 febbraio e il 2 marzo» è stata ritenuta «inaccettabile». Secondo i sindacati, i lavoratori dovrebbero accontentarsi di 250-300 euro con cui mantenere le loro famiglie, e con la prospettiva di una «situazione debitoria che sta peggiorando, come abbiamo più volte denunciato ai tavoli di confronto».

I problemi al calzificio Lvt si trascinano ormai da tempo. I lavoratori sono in arretrato di cinque mesi di stipendio e di una tredicesima. In pratica, il 21 dicembre dello scorso anno hanno ricevuto lo stipendio di luglio, il 29 agosto quello di agosto. La paga di settembre era in programma per il 12 di questo mese, ma è già slittata ai primi di marzo. Il timore dei sindacati è che andando avanti di questo passo, tra un rinvio e l’altro si arrivi al prossimo assegno solo a metà aprile.

«Non ne possiamo più» ripetono i lavoratori che sperano che il prossimo sciopero serva da monito all’azienda. Se non ci saranno ripensamenti da parte della direzione di Lvt, è probabile che l’astensione dal lavoro prosegua ad oltranza. Un’ipotesi che tutti vorrebbero scongiurare, ma che al momento si profila minacciosa all’orizzonte.

L’estate scorsa la Lvt aveva avuto una ricapitalizzazione che sembrava l’inizio di un percorso virtuoso per uscire dai guai; invece, a detta dei sindacati, si è rivelata insufficiente. Fatto sta che da gennaio i 175 lavoratori, oltre ad avere varie mensilità arretrate, si ritrovano anche con i tagli salariali di un contratto di solidarietà che durerà dodici mesi. (Sa.Mor.)
 

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