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Il nuovo Comune subito al voto? Le Regionali allungano i tempi

Dopo il sì espresso nel referendum e un ultimo via libera nei consigli dei due Comuni la palla passa al Pirellone. Intanto il responso delle urne lancia le nozze tra Quingentole Schivenoglia, S. Giacomo e San Giovanni del Dosso  

BORGOFRANCO-CARBONARA. È incognita sui tempi dopo il referendum che ha visto l’avallo alla fusione tra Borgofranco e Carbonara. A pesare sul futuro amministrativo del nuovo ente sono le elezioni regionali. Dopo il voto dei cittadini dei due paesi, che ha consegnato un risultato quasi plebiscitario a favore dell’aggregazione, adesso mancano alcuni passaggi formali perché Borgocarbonara, così si chiama il nuovo ente, diventi operativo a tutti gli effetti. I consigli comunali dei due paesi dovranno recepire il voto e inviare la richiesta formale di fusione alla Regione, e qui nasce il problema.

L’attività degli organi della Regione è in stand by in vista del rinnovo con le prossime elezioni. Dopo il responso delle urne, il nuovo esecutivo avrà bisogno di alcuni passaggi tecnici per essere pienamente operativo, secondo le previsioni questo dovrebbe avvenire entro la fine di marzo. Quindi l’approvazione della fusione da parte della nuova assemblea regionale non arriverà in tempi brevissimi. Il timore è che il passaggio non sia effettuato in tempo perché il nuovo Comune possa andare a elezioni con la regolare tornata amministrativa di primavera. Tornata la cui data, ad oggi, ancora non è stata fissata. Questo potrebbe portare ad un lungo periodo ponte in cui il nuovo ente sarebbe retto da un commissario prefettizio.

«La speranza è di poter andare a elezioni il prima possibile – hanno detto i due sindaci Lisetta Superbi e Paola Motta, già domenica notte – è importante avere un’amministrazione per gestire il processo di aggregazione».

Va ricordato che la giunta di Borgofranco sarebbe arrivata a scadenza naturale a primavera, mentre quella di Carbonara decade con un anno di anticipo. Nel Destra Secchia questa è la terza fusione che va in porto dopo quella di Sermide con Felonica, e dopo che Pieve, Revere e Villa Poma che hanno dato vita a Borgomantovano, dove si voterà alle amministrative questa primavera. Ora gli occhi sono già puntati sulla prossima possibile aggregazione, quella tra i quattro Comuni di Isola mantovana: Quingentole, San Giovanni Dosso, San Giacomo Segnate e Schivenoglia. Il referendum consultivo avverrà a metà settembre e per aprile è prevista la chiusura dello studio di fattibilità che darà una dimensione dei vantaggi e degli svantaggi dell’aggregazione. La spinta propulsiva sulle fusioni nell’area sembra forte, con numeri che, dopo il referendum di domenica, vedono un trend in crescita a favore delle unificazioni tra piccoli enti. «Speriamo che il nostro risultato possa fare da traino per il futuro», hanno detto Superbi e Motta.

Giorgio Pinotti

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