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caseificio begozzo

Latte per il Parmigiano da 80 anni

Premi a Palidano. Il presidente del consorzio: caccia a nuovi mercati

PALIDANO. L’azienda di Giancarlo Badiali e del figlio Paolo porta il latte per il Parmigiano Reggiano al caseificio Begozzo da 82 anni. Per l’allevamento di Claudio, Enzo e Natale Mora di anni ne sono passati 80. La prima è una piccola azienda da una ventina di vacche, «nella quale - spiega Giancarlo - non è poi cambiato tanto da quando abbiamo cominciato». L’allevamento Mora di vacche in mungitura ne ha 150 e per loro «la meccanizzazione ha cambiato tutto». Due realtà diverse che nel mondo Parmigiano Reggiano Dop si incontrano. «In comune hanno la qualità, sulla quale puntiamo ogni giorno», ha spiegato il presidente della Latteria Begozzo di Palidano Pierangelo Bertellini, padrone di casa, il 13 febbraio, all’open day in caseificio.

Occasione nella quale proprio i due soci storici della latteria (in totale sono 12), che nel 2017 ha raccolto 101 mila quintali di latte e prodotto 19.800 forme con un ritmo di una sessantina di forme al giorno, sono stati premiati «per la fedeltà e la continuità produttiva».

«La loro è la dimostrazione di come la nostra Dop abbia permesso a un territorio di crescere - ha detto il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli - e sono un esempio del lavoro delle 20mila persone del comparto che ogni mattina si svegliano all'alba per produrre questo formaggio». Un prodotto che sta andando molto bene, «meglio - ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava - di come sia andato negli ultimi anni. Tanto che, con un più 20% di produzione, nei prossimi mesi potrebbero esserci difficoltà legate alla collocazione delle forme».

Non prevede problemi, invece, il presidente Bertinelli, che sta portando avanti un piano sostenuto da quattro pilastri: «Stiamo sviluppando il mercato interno cercando soprattutto di fare capire che il Parmigiano vero è uno solo, stiamo cercando nuovi mercati esteri nei quali esportare il prodotto, stiamo spingendo sulla vendita diretta in caseificio e lottando contro la contraffazione».

A proposito di export, Bertinelli ha chiarito, poi, la posizione del consorzio nei confronti del Ceta e, più in generale, dei trattati internazionali: «In linea di principio siamo favorevoli ai trattati di libero scambio, ma non ci va che all’ultimo momento si cambino le carte in tavola. Alla politica non chiediamo denaro perché viviamo con le nostre forze, ma chiediamo gli strumenti per fare il Parmigiano Reggiano: quindi norme chiare a tutela del marchio e, a livello internazionale, non essere trattati come merce di scambio».


 

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