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Le spese dei parlamentari M5S. Dossier e aiuti ai gruppi locali

Zolezzi record per la consultazione dati: «Ho pagato gli studi sull’ambiente, nei Comuni non c’erano». Per Gaetti 25mila euro in convegni: «Così sostengo il movimento. E pago i contributi per la pensione»

MANTOVA. Movimento 5Stelle nella bufera per il caso dei rimborsi elettorali falsi e delle spese a volte di difficile giustificazione. Anche i due parlamentari mantovani uscenti Alberto Zolezzi alla Camera e Luigi Gaetti al Senato sono finiti fra le righe delle inchieste giornalistiche. Immediata la replica che spiega come le spese siano giustificate dalla necessità di pagare di propria tasca la carenza di informazione attendibili su temi delicati, come l’inquinamento e le ecomafie; dalla volontà di promuovere localmente il Movimento, accollandosi diverse spese e infine dalla necessità di saldare personalmente, così come fatto da tutti i parlamentari che hanno rinunciato al vitalizio, la mancata contribuzione pensionistica.

Per procedere con ordine basta scorrere le pagine del sito www.maquantospendi.it. Una panoramica completa di tutte le spese effettuate dai 122 parlamentari 5Stelle dove compaiono le singoli voci, anche disaggregate: dagli affitti pagati, alle spese per cene e rappresentanza, a quelle di cancelleria. Uno sforzo immane di trasparenza che però rischia di essere la classica zappa sui piedi se le cifre vengono solo prese e non spiegate. «Io posso andare a testa alta – dice ad esempio Zolezzi –. Perché rendo pubblica ogni spesa, anche nel dettaglio. Marco Carra, del Pd, può invece dire altrettanto? Ha il coraggio di rendere noto chi gli paga la campagna elettorale?». Un passo indietro serve a chiarire.

La regola interna che ogni parlamentare M5S sottoscrive è quella di autoridursi l’indennità del 50%, ritenendo le spese per la politica troppo alte. I soldi restituiti confluiscono in un fondo per il microcredito che eroga sino a 25mila euro a piccole e piccolissime aziende. Zolezzi si è autoridotto lo stipendio di 176mila euro, Gaetti di 134mila e il consigliere regionale Andrea Fiasconaro di 147mila. Alla fine quasi mezzo milione che ha finanziato venti progetti imprenditoriali nella nostra provincia. A livello nazionale la cifra è di 90 milioni, mentre un miliardo è la cifra che lo Stato spende per tutti i parlamentari.

Le spese effettuate per l’esercizio dell’attività parlamentare vengono rimborsate scalandole dal taglio dell’indennità: più spese si hanno, meno si versa al fondo microcredito. Dei 122 parlamentari, i due mantovani risultano primi, quindi quelli che spendono di più, in sette voci sulle 72 censite dal sito. Per Zolezzi la voce più alta è quella relativa alla “Consultazione dati”: oltre 32mila euro quando la media degli altri parlamentari è di 1.500 euro. «La spiegazione è semplice – dice il parlamentare –. Io ho prodotto studi sulla qualità delle acque in provincia di Mantova, sui pozzi nell’area di Schivenoglia, sullo spandimento dei liquami, sul trattamento dei rifiuti. Tutti dati che ho dovuto procurarmi attraverso accessi agli atti, consultazioni camerali. Diciamo che ho sopperito di tasca mia alle carenze informative del sistema pubblico».

Per Gaetti un record è quello della voce “altre spese”: oltre 61mila euro contro una media di 9.732 dei colleghi. Perché così tanto? «Intanto io non sono così bravo a rendicontare le spese dettagliate – dice –. Spesso ho cumulato per comodità diverse voci, che peraltro sono tutte documentate. Nelle spese varie ci sono semplicemente i contributi figurativi che ho versato volontariamente, così come fatto da altri perché ho rinunciato al vitalizio, cioè alla pensione da parlamentare. Essendo in aspettativa in ospedale (Gaetti è anatomopatologo al Poma ndr) se non avessi fatto così per 5 anni non avrei versato alcuna pensione creando un buco contributivo». Gaetti, va ricordato, ha rinunciato alle indennità aggiuntive come vicepresidente di commissione (circa 15mila euro) ed al Tfr (20mila euro). Altro primato, quello delle maggiori spese (ha superato anche Di Maio) per organizzazione di eventi (25.743 euro contro una media di 4.116). «Questo perché pago io le spese dei gruppi in provincia aiutando a crescere il movimento. Quelle cifre vanno lette con intelligenza – conclude Gaetti –. Ad esempio io ho spese più alte d’aereo semplicemente perché la biglietteria del Senato fa pagare di più. Io invece per scelta compro il biglietto a meno e mi faccio rimborsare facendo risparmiare, alla fine, i cittadini. Sia io che Zolezzi poi usiamo di più i mezzi pubblici. Da qui la lievitazione di queste spese».
 

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