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Mantova, lo stalker a processo deride la vittima. Ripreso dal giudice

L'uomo aggredì una bibliotecaria del centro Baratta gettandola a terra con un forte spintone. A seguito di quella caduta la donna aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso

MANTOVA. Aggredì una bibliotecaria del centro Baratta gettandola a terra con un forte spintone. A seguito di quella caduta la donna aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Dimessa con quattordici giorni di prognosi, non ce l’ha fatta a riprendere il lavoro. Troppo forte la paura di incontrare di nuovo il suo aggressore, Kamil Tafla che ancor prima dell’episodio del 23 agosto 2017, l’aveva più volte insultata e molestata.

Il 13 febbraio, davanti al giudice Giuditta Silvestrini, c’è stata la seconda udienza del processo, nel corso della quale a testimoniare è stata la stessa bibliotecaria. Ha raccontato, con dovizia di particolari tutti gli episodi, a volte anche violenti, di cui si è reso protagonista il libanese. L’uomo, che per i suoi comportamenti era stato tenuto lontano dal Baratta, aveva eletto la biblioteca a sua dimora. A cominciare dal mattino con l’igiene personale nei bagni delle donne fino alla tarda mattinata e alla sera con la consumazione dei pasti sui tavoli per la consultazione dei libri. Più volte, durante la testimonianza della vittima, si è messo a ridere tanto da essere severamente ripreso sia dal giudice che dal pubblico ministero Giulio Tamburini. La prossima udienza è stata fissata per il 14 aprile prossimo. (gol)
 

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