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AGRICOLTURA SOCIALE

Così alla Bigattera si crea il futuro oltre la disabilità

In ascesa il progetto pilota dell’agricoltura sociale. La storia di Valerio, che ha trovato lavoro dopo aver svolto il tirocinio nell'orto 

MANTOVA. A 23 anni è stato assunto in un’azienda che costruisce espositori per piccoli prodotti. Ha un contratto a tempo indeterminato con uno stipendio che gli permette di essere autonomo. Una storia fortunata in mezzo all’oceano della disoccupazione giovanile? Non solo. Perché Valerio è affetto da autismo. A scoprire la sua abilità nell’eseguire lavori di precisione, la sua manualità straordinaria e quindi a stimolarlo sono stati gli operatori del centro Bigattera, dove Valerio ha seguito il percorso del tirocinio per i ragazzi disabili. «Durante i lavori di orticoltura abbiamo scoperto che era bravissimo nella ripicchettatura, cioè il trasferimento delle piantine minuscole in un altro terreno. Un’operazione delicatissima, che lui svolgeva con una perizia mai vista» racconta Albertina Chirico, responsabile del centro di via dei Toscani che fa capo a For.Ma, l’azienda speciale della Provincia.

Nata negli anni Novanta in una stanza dentro una vecchia corte agricola, con una stufetta a kerosene, con l’idea di proporre un percorso professionale alternativo agli studenti usciti dalla scuola media, oggi è capofila dell’agricoltura sociale in tutta la Lombardia, un’esperienza principe per accompagnare soggetti in difficoltà nel complesso mondo della formazione e dell’inserimento lavorativo. La corte alla porte di Mantova è stata ristrutturata, la collaborazione con l’istituto agrario che ha le aule dall’altra parte del cortile si è fatta più stretta e il centro Bigattera è diventato un punto di riferimento imprescindibile per i disabili. Tanto da essere stata “portata” nel 2015 al’Expò.

Parlano i numeri: oggi ci sono sei ragazzi nel percorso dopo la terza media, altri undici frequentano un corso di formazione per l’inserimento lavorativo, nove partecipano ai laboratori parallelamente alla scuola superiore e 23 seguono i percorsi con le doti disabili. Provandoli nelle diverse mansioni, gli operatori scoprono i talenti di ognuno e li sorreggono nella specializzazione. Al termine del percorso agli allievi viene offerto un tirocinio in azienda, i cui costi vengono coperti dalla Provincia.

L’obiettivo: far sì che questi ragazzi non siano considerati un peso per le aziende, ma diventino una risorsa.
«Per i ragazzi con disabilità, terminate le scuole superiori, una volta c’era il vuoto - dice la responsabile - ora hanno la possibilità di trovare la loro dimensione».

Nell’orticoltura, dove viene prodotta soprattutto verdura di stagione, nella floricoltura oppure nel laboratorio di trasformazione - con cucina - dove il raccolto viene poi trasformato sott’olio, sott’aceto, in conserve, marmellate e composti. L’ultimo passo è l’iniziativa “Adotta un orto”, lanciata da Agricoltura Sociale Mantova proprio per sostenere lo sviluppo delle azioni promosse da Bigattera. Grazie ad un contributo annuo di 250 euro è possibile sostenere la causa, adottando un orto di 30 metri quadrati e ricevere così settimanalmente gli ortaggi raccolti dai giovani disagiati. Prodotti competitivi sul mercato, che non portano il segno della disabilità, ma dell’eccellenza.


 

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