Quotidiani locali

Vai alla pagina su Festival di Sanremo 2018
Com'è Sanremo durante il festival: il racconto
musica

Com'è Sanremo durante il festival: il racconto

Un bilancio dell'edizione numero 68 del festival della canzone italiana, tra addii e conferme. E la certezza che Sanremo è sempre Sanremo

MANTOVA. Vivere Sanremo durante il Festival è elettrizzante. Piazza Colombo gremita di persone di qualsiasi età. I vicoli, anche quelli più nascosti, pieni di vita. L’Ariston illuminato a giorno e sempre circondato all’esterno. Fiori in ogni dove, nei vasi sui marciapiedi, sui terrazzi, all’entrata dei bar e delle trattorie. Telecamere, macchine fotografiche e microfoni in perpetua attività, sempre pronti a immortalare momenti e voci, dalle strade, agli hotel nei quali alloggiavano i cantanti, alla sala stampa “Lucio Dalla”.

Una sala che più volte si è emozionata, che ha ballato, cantato e gioito. E tanta musica nell’aria, almeno tutta quella che ha caratterizzato i 68 anni della kermesse sanremese, oggi anche impressa nei sampietrini di Corso Matteotti, con titolo ed autore della canzone vincitrice dal 1951 con Grazie dei fiori di Nilla Pizzi, all’anno scorso con Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani. Il prossimo tassello della strada reciterà “Non mi avete fatto niente, Meta-Moro”.

Ma ora che Claudio Baglioni ritornerà a pensare al suo tour, lasciando una volta per tutte il ruolo da “dittatore artistico”, Michelle Hunziker tornerà ad occuparsi a tempo pieno dell’associazione Doppia Difesa e Pierfrancesco Favino lo rivedremo sul grande schermo con il film di Gabriele Muccino A casa tutti bene, sarà difficile nel 2019 pareggiare, o addirittura superare, lo share di questo 2018. Un 52% che non veniva sfiorato dal 1999.

Sono tanti i momenti che hanno incollato allo schermo i telespettatori e fatto tremare sulla poltroncina rossa dell’Ariston (udite, udite, da ben 620 euro!) i presenti. In primis Lo Stato Sociale, insieme alla snodata 84enne Paddy Jones, unico gruppo capace di risvegliare l’intero Ariston, prima fila compresa, e l’intera sala Stampa.  Ma anche la storia d’amore nata a Vieste tra il giovane pescatore Pizzomunno e la sua amata Cristalda, narrata nel testo della canzone di Max Gazzè, rimarrà.

Così come resterà l’omaggio di Ron a Lucio Dalla con la canzone Almeno pensami, vincitrice del premio della Critica “Mia Martini”. Resteranno l’addio ufficiale di Elio e le Storie Tese con Arrivedorci e il ritorno, seppur diviso, dei Pooh.

Resterà il caso Meta-Moro, accusati di plagio a causa del ritornello appartenente ad un’altra canzone, prima sospesi e poi vincitori. Resterà il lento Baglioni-Nannini sul finale delle note Amore bello. Una Nannini da standing ovation, che ha emozionato l’intero teatro. Ad emozionare anche il monologo La notte poco prima della foresta di Favino sulla condizione degli immigrati e le sue lacrime durante l’esibizione. È stato lui la vera anima del festival: a lui va infatti il titolo di “scalda pubblico”.

Resterà il duo Fiorello-Pausini della prima e dell’ultima sera, una coppia che sembra funzionare; saranno loro i conduttori di Sanremo 2019? Ed infine, resterà la conferma che Sanremo, piaccia o non piaccia, è stato, è e sarà sempre l’appuntamento fisso degli italiani, in grado di incollare alla tv, almeno per una sera, più di metà della popolazione.

 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro