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Troppa anidride carbonica nell’aria? Costi e rischi insostenibili per rimuoverla

Non è una via praticabile per sconfiggere il cambiamento climatico: la soluzione migliore rimane ancora ridurre i gas serra immessi nell'aria

MANTOVA. Per contrastare il cambiamento climatico è necessario diminuire i gas serra immessi nell’aria. Ma se non riusciamo ad abbassare le emissioni, perché non rimuovere l’anidride carbonica (CO2) dall’aria?! Teoricamente se “aspirassimo” CO2 dall’aria nella stessa quantità di quella che emettiamo con le nostre attività si dovrebbe arrivare a “zero emissioni nette”. Semplice ragionamento sulla carta, ma bocciato in pieno dal Consiglio consultivo scientifico delle accademie europee ( EASAC ), un gruppo indipendente di scienziati consulenti della UE. La EASAC nel suo ultimo rapporto conclude che per arrivare ad un bilancio zero l’assorbimento di CO2 dall’aria dovrebbe essere così gigantesco che è nella realtà impraticabile, almeno con le tecnologie disponibili.

Ma in cosa consistono i sistemi per le “emissioni negative” (NET)? Si tratta, ad esempio, di estendere le superfici forestali (gli alberi sono la “macchina più efficiente per fissare il carbonio in forma solida), di fertilizzare gli oceani per far crescere fitoplancton,  di gestire i suoli per aumentare la capacità di trattenere il carbonio. Eppure secondo l’EASAC, invece di essere soluzioni miracolose, hanno costi e rischi per l'ambiente troppo alti.

Tra le soluzioni high-tech in sperimentazione ci sono le centrali Dac (Direct Air Capture), come quella realizzata da una start-up di Zurigo. Si tratta di una «centrale negativa» che filtra fino a 900 tonnellate di CO2 l’anno. La CO2, convogliata attraverso tubi in una serra vicina, è utilizzata per ottimizzare la fotosintesi delle piante. Purtroppo come efficienza siamo in alto mare: la CO2 assorbita equivale alle emissioni annue di soli 100 europei.

Proprio i piani delle Nazioni Unite per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi prevedevano un enorme dispiegamento delle tecnologie NET dopo il 2050, perché i tagli alla CO2 attesi sono troppo lenti per il traguardo fissato. Abbiamo quindi ancora qualche anno per ottimizzare le tecnologie NET. Sul breve periodo l’unica altra soluzione per abbassare la CO2 è non emetterla, ad esempio con misure di efficienza energetica delle costruzioni e nei trasporti. E tutti noi nel quotidiano pensiamo a rendere i nostri stili di vita più sostenibili.

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