Quotidiani locali

la protesta 

Fronte comune dei comitati «Rimasti soli a combattere»

«Si è detto sì alla cartiera, si è dato un rinnovo ad occhi chiusi, senza le dovute valutazioni ambientali e sanitarie»: a sostenerlo, con un comunicato per la prima volta unitario, i due Comitati...

«Si è detto sì alla cartiera, si è dato un rinnovo ad occhi chiusi, senza le dovute valutazioni ambientali e sanitarie»: a sostenerlo, con un comunicato per la prima volta unitario, i due Comitati “no inceneritore” che attendono l’esito dei loro ricorsi al Tar contro l’autorizzazione a Pro-Gest determinati a «proseguire la battaglia per la legalità ambientale» . Quindi il comitato civico promosso dalle opposizioni in consiglio comunale e quello che vede uniti “Insieme per la salute con Gloria Costani “ con medici per l’ambiente Isde fanno fronte comune per contestare le motivazioni che hanno visto i Comuni ritirare il loro ricorso al Tar contro l’Aia 2016 rilasciata dalla Provincia a Pro-Gest. In sostanza contestano l’affermazione secondo la quale «l’inceneritore c’era già e ci sarà sempre; quindi, non può essere messo in discussione»: «Innanzitutto - sostengono - l’inceneritore in progetto è un impianto completamente nuovo. Autorizzato l’anno scorso senza Via, senza Vis (valutazione d’impatto sanitario), senza Vinca (valutazione sulla biodiversità dei siti di Rete natura 2000). Era da due anni che il vecchio impianto era fermo, per cui le emissioni del nuovo inceneritore sono da valutare sotto tutti questi profili, tenendo conto del fatto che, a Mantova, la qualità dell’aria è pessima». Inoltre, ricordano, «il diritto dell’Unione Europea prevede che non sia consentito alcun peggioramento in situazioni in cui gli standard di qualità ambientale siano superati. Il divieto di peggioramento si unisce anche all’obbligo di sottoporre a Via ogni impianto inquinante». In più: «Queste valutazioni ambientali, lo dice il legislatore comunitario, devono essere trasparenti, partecipate dai cittadini che hanno diritto di presentare osservazioni, partecipare alle conferenze e di vedere valutata ogni loro istanza. Nel nostro caso, le procedure sono state chiuse, i comitati sono stati sbattuti fuori dalle stanze dei bottoni e gli enti si sono allineati nella difesa di una promessa occupazionale che, dubitiamo, sia solida». Nel contestare i modelli di ricaduta dell’azienda i Comitati prevedono poi che «la ricaduta di fumi interesserà centro storico di Mantova, Porto Mantovano, Colle Aperto, Cittadella e Canottieri con concentrazioni decine o centinaia di volte maggiori».



TrovaRistorante

a Mantova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro