Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

L’arte della canzone. Bubola fa il pieno di applausi

Duecento spettatori hanno accolto Massimo Bubola fra gli applausi nel teatro Nuovo di Marmirolo. Sul palco con il cantautore veneto la compagna Erica alle voci e tre musicisti

marmirolo: Duecento spettatori hanno accolto Massimo Bubola fra gli applausi nel teatro Nuovo di Marmirolo. Sul palco con il cantautore veneto la compagna Erica alle voci e tre musicisti, basso, chitarra e batteria.

Massimo Bubola in concerto a Marmirolo



Formazione acustica classica per Bubola, dunque, che porta a Marmirolo uno show dedicato alle sue migliori canzoni d’amore. Sarebbe comunque riduttivo descrivere lo show di quello che, a tutti gli effetti, è uno dei più importati cantautori classici della scena italiana, come un semplice concerto di canzoni d’amore. Bubola, infatti, è autore di alcune delle più importanti canzoni d’autore della musica italiana cantate, fra gli altri, da Fabrizio de André, Fiorella Mannoia, Mauro Pagani, Danilo Sacco.

Il concerto si apre puntuale con Dostojevski. «Ben arrivati e grazie. Questo è un percorso di canzoni d’amore e di donne, storia ispirate dalla mia vita, dal cinema, dalla lettura. Una serata dedicata ai sentimenti amorosi e al mondo femminile. Mi è stato chiesto questo concerto e così è stata l’occasione per ripensare al mio lungo percorso artistico». Il secondo pezzo in scaletta, Capelli Rossi, fa capire subito che la serata è si dedicata all’amore, ma che questo sentimento è stato affrontato e letto da Bubola in tutte le sue declinazioni possibili. «Questa storia è nata da una vicenda vera. Una storia tragica» racconta Bubola introducendo la ballata cantata a due voci.

La voce di Bubola si conferma calda e potente, acquisendo, con l’età, quel suono roco che fornisce nuovo calore alle canzoni presentate in questa occasione con chitarra e armonica a bocca. Si prosegue con Tina, il brano dedicato alla fotografa Tina Modotti, «la prima che fotografò soggetti del popolo» spiega Bubola. L’occasione della canzone permette a Bubola di spiegare la storia della fotografa friulana. La serata prosegue con Hotel Miramonti, brano che poi fu riadattato da De André. Bubola, che ricorda sorridendo «che è una fortuna avere sul palco l’autore delle canzoni così c’è spazio per capire come nascono le canzoni», ama conversare e la cosa è piacevole perché lo spettacolo diventa un vero percorso autobiografico nell’arte di un cesellatore di parole che ha saputo, in oltre quarant’anni di carriera (il primo album è del 1976), fare e creare poesia con la musica e con la canzone, con la chitarra e con l’armonica, con la quotidianità e con la letteratura.(Luca Cremonesi)