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Ora i sindaci si mobilitano: «Diciamo no alle trivelle»

Bozzolo, Sabbioneta e Rivarolo: vanno bloccate le concessioni-idrocarburi. Si muove anche la politica. Dal Movimento 5Stelle al Pd fino a Liberi e Uguali: «Pronti a dare battaglia»

SABBIONETA-BOZZOLO. Sindaci e forze politiche compatte nel ribadire il loro “no” al progetto di ricerca idrocarburi nel sottosuolo presentato dalla Pengas e che nella nostra provincia riguarda Bozzolo, Sabbioneta e Rivarolo Mantovano. Un progetto che a due anni dalla presentazione, nei mesi scorsi è entrato nella fase finale decisoria.

Per l’azienda milanese che fa capo a tre soci, un imprenditore laziale, un’azienda novarese e un dirigente del governo maltese nel settore petrolio, si tratterà di procedere ora con le conferenze dei servizi prima dell’emanazione dell’eventuale decreto che conferisce alla Pengas srl il titolo di esplorazione, ovvero il permesso a entrare nei fondi privati per procedere a sondaggi e scavi. Il metodo utilizzato sarà quello principalmente del sonar, ma non sono esclusi ricorsi alle più precise verifiche utilizzando il sistema dei “micro terremoti”. Il permesso di ricerca interessa il Mantovano per 34 km quadrati. La gran parte, 320 km quadrati, ricade nel Cremonese. Se la ricerca darà esito positivo, si potrà eventualmente richiedere il permesso allo sfruttamento, cioè l’estrazione di petrolio e gas.

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«Abbiamo già espresso il nostro no in modo chiaro – attacca Giuseppe Torchio, primo cittadino di Bozzolo –. Già nel febbraio del 2016 il nostro consiglio comunale all’unanimità ha detto no. Ora ci muoveremo congiuntamente noi tre sindaci e con le forze politiche per fermare questo. La nostra zona è sismicamente fragile e proprio l’Ingv, l’Istituto di geofisica e vulcanologia, ha sistemato un sismografo nei sotterranei del palazzo Gonzaga, sede della sala civica e dell'Ecomuseo di Bozzolo. Noi sindaci di Bozzolo, Rivarolo Mantovano e Sabbioneta ci chiediamo: se il sensore è stato installato proprio qui e se anche le norme urbanistiche hanno dovuto recepire le indicazioni di Stato e Regione con l'inserimento del territorio in zona sismica 3, con rigide prescrizioni costruttive, come è possibile non bloccare le concessioni»?

Sulla stessa linea anche il primo cittadino di San Martino Dall’Argine, Alessio Renoldi, che dà la propria disponibilità alla mobilitazione dell’area.

Il no alla concessione venne approvata anche dalla Provincia, su proposta di Franco Tiana «che ora si deve nuovamente attivare». No convinti giungono anche dal vicino Viadanese. Per Stefano Capaldo (M5S) «meglio ridurre i consumi e puntare sulle rinnovabili invece di perforare un territorio sismico». Nicola Federici (Pd): «I sindaci devono essere informati delle procedure attivate sul proprio territorio. Ma non bisogna nemmeno fare terrorismo psicologico».
 

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