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lavoro illegale

Anche i bambini nel laboratorio-casa

A Revere chiusa un’attività tessile gestita da cinesi. Nel capannone c’era un dormitorio con famiglie

REVERE. C’erano anche bambini, almeno due famiglie complete, nel laboratorio-dormitorio posto sotto sequestro dai carabinieri. Si tratta dell’ennesimo blitz in un’attività gestita da cinesi, compiuto dai carabinieri.

I militari della Radiomobile di Gonzaga insieme ai colleghi della stazione locale e a quelli dell’Ispettorato del lavoro di Mantova lunedì hanno fatto irruzione nel laboratorio, che si trova nell’area artigianale di Revere. Nel capannone prefabbricato - di proprietà di una famiglia del posto, affittato ad un imprenditore cinese - c’erano al lavoro sette-otto persone, intente a confezionare capi di abbigliamento.

I carabinieri hanno fermato subito l’attività e controllato tutto il prefabbricato, oltre ai documenti delle persone al lavoro. In una parte dello stabile, come avviene sempre, lavoratori e titolari avevano ricavato cucina, bagno, stanze da letto, tutte soluzioni provvisorie, realizzate con tramezze di fortuna, mobili di recupero. Ma era diventata una vera casa, in cui vivevano in promiscuità almeno due nuclei famigliari, bambini inclusi, in condizioni igieniche più che precarie. Nessun rispetto nemmeno delle norme di sicurezza, né nella pseudo-casa né nel laboratorio: impianto elettrico vecchio e pericoloso, estintori antincendio scarichi o non revisionati, e così via.

E, non da ultimo, due operai erano senza permesso di soggiorno e senza contratto.

Per tutte queste inadempienze, il titolare, M.F., 47 anni, è stato denunciato; nei suoi confronti è scattata una multa di seimila euro e l’attività è stata chiusa come disposto da un’ordinanza del Comune. (dm)

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