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Faccia a faccia al Tar tra cartiera e comitati. Verdetto entro aprile

Gli avvocati dei “no inceneritore” ottimisti dopo l’udienza: «Puntiamo a una valutazione ambientale a 360 gradi» 

MANTOVA. Faccia a faccia di un’ora tra comitati e azienda davanti al Tar e ora è attesa per il verdetto sul futuro della cartiera di Mantova. L’udienza che si è svolta ieri mattina a Brescia è stata dedicata all’intervento delle parti a sostegno delle proprie ragioni: gli avvocati Fazzi e Brambilla hanno preso la parola per i due comitati (rispettivamente il Comitato “Insieme per la salute con Gloria Costani con i medici per l’ambiente di Isde e Italia Nostra e il comitato “No inceneritore” promosso da Forza Italia, Lega e M5S) che hanno impugnato le autorizzazioni integrate ambientali (Aia) 2016 e 2017 rilasciate dalla Provincia a Cartiere Villa Lagarina, l’avvocato Persegatti è intervenuta per Palazzo di Bagno e gli avvocati Signor e Pellegrini per l’azienda. I giudici hanno ora due mesi di tempo per esprimersi: nel caso venissero accolti i ricorsi, non è escluso che accompagnino la sentenza con precise indicazioni procedurali per la Provincia.

«Siamo molti soddisfatti per come è andata l’udienza per due motivi - racconta all’uscita l’avvocato Fazzi - In primo luogo perché i giudici hanno dimostrato di conoscere molto bene i fatti e hanno lasciato ampio spazio alla discussione degli avvocati. In secondo luogo perché Villa Lagarina a nostro avviso non ha risposto efficacemente in merito al fatto che ha prodotto i dati sulle emissioni solo per il giudizio amministrativo e al di fuori del procedimento per l’autorizzazione integrata ambientale che avrebbe dovuto valutarli». I legali dei Comitati hanno quindi insistito sull’annullamento delle autorizzazioni:

«In questo modo - spiega ancora Fazzi - la Provincia sarebbe obbligata ad allargare a 360 gradi l’istruttoria della Valutazione di impatto ambientale comprendendo tutte le autorizzazioni. Insomma avremmo una procedura molto più soddisfacente per gli interessi della popolazione in quanto toccherebbe tutti gli impianti e non solo quello della produzione di carta per il cui raddoppio l’azienda ha chiesto la Via. Abbiamo anche fatto presente che se tre anni fa Cartiere Villa Lagarina avesse presentato istanza per una Via allargata in questo modo, ora l’iter sarebbe già concluso».

«Ora attendiamo fiduciosi - aggiunge Michele Annaloro presidente del comitato No inceneritore - L'importante è aver evidenziato che se avessero proceduto in conformità alla normativa non saremmo giunti a questo punto. Se vorranno ottenere la Via, a nostro avviso, dovranno considerare tutti gli aspetti ambientali relativi al sito di interesse nazionale nonché alle leggi che comportano tutti gli aspetti relativi a Via, Vinca (valutazione di incidenza ambientale), Vis (valutazione di impatto sanitario) che devono essere afferiti all'intero complesso industriale e non solo a Mantova bensì anche a Porto Mantovano, San Giorgio, Borgo Virgilio, Curtatone e Marmirolo».

All’udienza non erano presenti Comuni e Parco del Mincio che nel frattempo hanno ritirato i ricorsi contro l’Aia 2016 in quanto superata da quella che l’estate scorsa ha sancito il dimezzamento della produzione di carta e inceneritore insieme al divieto di bruciare scarti di produzione provenienti da altri stabilimenti del gruppo guidato dalla famiglia Zago. (m.v.)
 

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