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Infermieri in sciopero, venerdì sale operatorie a rischio stop

La protesta del Nursing Up: "La bozza per il rinnovo del contratto è vergognosa". Gli interventi programmati potrebbero slittare. Il Carlo Poma: "Garantiti i servizi essenziali e le urgenze"

MANTOVA. «Finalmente possiamo urlare il nostro dissenso a una bozza di rinnovo contrattuale vergognosa». Potrebbe bastare solo questo per riassumere le ragioni dello sciopero confermato dagli infermieri del sindacato Nursing Up – che recentemente ha assunto notevole peso all’interno delle strutture sanitarie mantovane – proclamato per l’intera giornata di venerdì. Ma al di là delle motivazioni della protesta, che non sono solo economiche, quello di venerdì 23 febbraio rischia di essere un “venerdì nero” per la sanità nazionale e locale a causa dei disagi annunciati per i cittadini.

Disagi in parte ridotti dopo la retromarcia della categoria della dirigenza medica, che due giorni fa ha deciso di sospendere lo sciopero proclamato per la stessa giornata dopo l’avvio del confronto all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni).

Sara Sanseverino, referente aziendale...
Sara Sanseverino, referente aziendale del sindacato Nursing Up all'Asst di Mantova


Resta il fatto comunque che le sale operatorie venerdì saranno a rischio stop, ovviamente per quanto riguarda gli interventi programmati che potranno slittare di qualche giorno. Tutte le linee dell’urgenza sono infatti garantite dalla dotazione minima e in caso di adesione massiccia allo sciopero gruppi di infermieri saranno precettati. Ma questo lo si saprà solo venerdì, quando gli appartenenti alla categoria del comparto diranno sì o no allo sciopero.

In relazione alla protesta l’Asst di Mantova, a cui fanno capo gli ospedali di Mantova, Asola e Pieve di Coriano, ha fatto sapere che «saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili, ovvero i servizi minimi essenziali in osservanza delle regolamentazioni di settore».

Quello di venerdì è il primo sciopero indetto da Nursing Up, sigla con circa 500 iscritti che ha raggiunto una sua visibilità solo recentemente anche all’interno delle strutture sanitarie, fa sapere Sara Sanseverino, referente aziendale del sindacato nell’Asst. E venerdì proprio dalla nostra provincia partirà una delegazione di infermieri per partecipare alla manifestazione di protesta a Roma.

«Nella Capitale – sottolinea la Sanseverino – sono attesi migliaia di infermieri per manifestare contro un rinnovo contrattuale inaccettabile Non scioperiamo solo per una questione prettamente economica e per quell’aumento medio di 85 euro previsto dal rinnovo contrattuale. Noi scendiamo in piazza per una serie di altri diritti. La nostra è una battaglia di civiltà».

Nursing Up conferma di non avere nessuna intenzione di firmare. «Gli infermieri – riprende la rappresentante sindacale – sono professionisti a 360 gradi e non perché lo diciamo noi, ma perché lo riconosce la legge. Da vent'anni a questa parte la nostra professione è cresciuta in modo esponenziale per formazione, competenza e responsabilità. E allora più degli 85 euro in busta paga, chiediamo che gli infermieri vengano apprezzati per quello che sono: dottori in infermieristica, che operano in realtà sempre più complesse, con rischi sempre maggiori e responsabilità sempre più onerose».

Non solo contratto e aumento in busta paga. Gli infermieri protestano anche contro i continui tagli lineari in sanità, il blocco delle assunzioni, il turnover che costringe a turni difficili, l’accumulo dello straordinario, le reperibilità frequenti e il demansionamento. «La legge ci definisce professionisti intellettuali – riprende Sara Sanseverino – responsabili dell'assistenza infermieristica a tutto tondo e vi assicuro che è tanta roba, per usare un gergo giovanile. E' il momento che lo Stato si prenda la responsabilità di questo».

Il Nursing Up chiede inoltre la revisione del sistema delle indennità, la riduzione del debito orario per potersi dedicare all’aggiornamento, il riconoscimento economico e giuridico delle competenze cliniche e gestionali degli infermieri specialisti e esperti nel coordinamento, l’avanzamento di categoria da D a Ds, la possibilità di svolgere l’attività di libera professione anche ai dipendenti di aziende pubbliche, la revoca delle deroghe sul riposo settimanale e lo stacco delle 11 ore continuative fra un turno e l'altro.

 

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