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Frode della benzina I due mantovani tornano in libertà

L’accusa che la procura di Brescia gli aveva rovesciato addosso era quella di essersi occupati, per conto di un’azienda di commercio di carburanti napoletana, i cui interessi sarebbero legati a...

L’accusa che la procura di Brescia gli aveva rovesciato addosso era quella di essersi occupati, per conto di un’azienda di commercio di carburanti napoletana, i cui interessi sarebbero legati a quelli della camorra, «del procacciamento dei clienti a cui hanno offerto prodotti energetici a prezzo estremamente concorrenziale e ai quali hanno anche spiegato le modalità di ritorno del denaro come conseguenza del ricevimento di fatture per operazioni inesistenti». Ma i due mantovani, tra i sette arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Free Fuel” (tradotto: carburante gratuito) condotta dalla Guardia di finanza sotto il coordinamento della Procura di Brescia e della Procura nazionale antimafia, sono tornati in libertà ieri l’altro. Erano ai domiciliari ma nei giorni scorsi il tribunale del Riesame di Napoli ha annullato il provvedimento ed ha rimesso in libertà il ragioniere di Gonzaga Paolo Pavesi, 55 anni, un passato da manager delle vendite per società di commercio carburanti, e l’ingegnere Amedeo Arlacchi, 57 anni, di Porto Mantovano che viene invece da esperienze diverse, nel settore della vendita di progetti fotovoltaici. La notizia è stata confermata dal loro legale Gaetano Alaia del foro di Mantova. Ancora sconosciute le motivazioni che hanno indotto il tribunale del Riesame di Napoli a revocare gli arresti domiciliari.

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