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Visitava in privato, medico a processo per truffa al Poma

Secondo l’accusa esercitava in ambulatori non autorizzati. Il pm: «Sottratti 126mila euro». L’ospedale è parte civile

MANTOVA. Un medico, in servizio all’ospedale Carlo Poma di Mantova, è a processo per truffa aggravata nei confronti dell’Azienda socio sanitaria territoriale (ex Asl) che, nei suoi confronti, si è anche costituita parte civile. Si tratta di Dante Guidetti, di 61 anni. Dirigente di primo livello nell’unità operativa di Chirurgia vascolare, era autorizzato a svolgere l’attività professionale in regime di intramoenia negli ambulatori del Poma, al centro Smao di Castiglione delle Stiviere e al Mediogroup di Suzzara.

Invece secondo la Procura, mediante una serie di raggiri scoperti grazie a un’indagine del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, ha esercitato in altri poliambulatori e studi medici non autorizzati la sua attività sanitaria. Più precisamente, effettuando visite private a pazienti, pur essendo vietate dal rapporto di esclusività, senza darne comunicazione all’Azienda ospedaliera. Così facendo, sempre secondo l’accusa, avrebbe imbrogliato il datore di lavoro che gli ha corrisposto l’indennità di esclusività non dovuta per complessivi 126.520 euro. Un profitto personale pari al danno causato all’Azienda socio sanitaria territoriale che, come già accennato, in questo processo si è costituita parte civile.

Ieri mattina la prima udienza del dibattimento penale davanti al giudice Chiara Comunale, nel corso della quale sono stati ammessi le prove e i testimoni. Agli atti il decreto di perquisizione e di sequestro fatti eseguire dal pubblico ministero, gli accertamenti bancari e le sommarie informazioni dei pazienti. Il processo è stato poi rinviato al 22 giugno quando saranno sentiti i primi tre testimoni dell’accusa.

Nella libera professione intramoenia, il medico utilizza le strutture ospedaliere e gli ambulatori pubblici o privati-accreditati.

L’onorario è deciso dal medico specialista e concordato con il direttore sanitario della Asst. Il medico gira una parte dei proventi alla Asst come rimborso per l’utilizzazione delle sue strutture. La prestazione viene eseguita fuori dall'orario di lavoro.

Periodicamente sono effettuati dei controlli sulle liste d'attesa per assicurare il rispetto dei tempi medi, che dovranno essere stabiliti con provvedimenti della Regione.

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