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Da tutto il nord al raduno di Fava

La serata degli indipendentisti: «Rimasti senza rappresentanza»

«Il mio segretario federale si chiama Gianni Fava». A Erminio Enzo Boso, arrivato ieri sera a Cavriana da Pieve Tesino, in Trentino, per il raduno degli indipendentisti, il gusto per la provocazione non manca. A lui che la Lega ha contribuito a farla nascere, il nuovo corso proprio non va giù: «La Lega Nord esiste ancora, ma abbiamo perso il segretario, che è andato in un altro partito che si chiama Lega - Salvini premier. Aspettiamo le elezioni, non danneggiamo il movimento - commenta Boso - ma poi ci dobbiamo trovare a Pontida e fare un congresso».

Tra il popolo degli indipendentisti, che si sono dati appuntamento al ristorante La Baita da tutto il Nord, sono in parecchi a pensarla come l’ex senatore, che con orgoglio rivendica di essere stato il primo a “lanciare il movimento indipendentista del nord”. Tra gli altri ci sono il deputato romagnolo Gianluca Pini e l’ex governatore del Piemonte Roberto Cota. «Del resto - spiega Fava - chi è qui stasera ha fatto una scelta ben precisa. Da sempre questa gente è vicina all’idea di Lega Nord e di nord vuole sentire parlare».

E sul voto del 4 marzo, la lealtà prevale sull’amarezza: «Ognuno vota per chi vuole, ma finché il nome del movimento non cambia io voto Lega. Dopo il 4 marzo, però, serve chiarezza. Il nord deve avere una rappresentanza politica». Indipendentisti non significa, però, per forza Lega: tra i commensali c’è Roberto Lamagni, che dalla Lega fu espulso nel 2009: «La Lega non c’è più e io sono un indipendente. L’importante è che si parli di nord. Io sono rimasto quello di sempre, con gli ideali di sempre. Sono gli altri che sono cambiati». Tra i volti noti il militante di Casa Pound Luca De Marchi, espulso dal Carroccio, Giuliano Longfils, che sibillino dichiara di essere presente «per un’indagine personale», e Vincenzo Chizzini, ex assessore in città: «Salvini è il mio segretario e io rispetto le gerarchie, ma io ho in tasca luna tessera con scritto Lega Nord per l’indipendenza della Padania. Sono fedele agli ideali del movimento». Al raduno ha tentato di partecipare anche un piccolo gruppo di Veneto fronte skinheads: a loro non è stato consentito l’ingresso e per tenerli a bada sono arrivati i carabinieri.

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